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Gastroenterologia   Salute e benessere  

A Capodanno niente dieta, ma cercate l'armonia

Dott Renato Follador - Gastroenterologo
Dott. Renato FOLLADOR
 31 Dicembre 2015

tavola imbandita per Capodanno con dolci, luci e palline natalizie

Durante le festività, è difficile stare a dieta. Tuttavia, trovare un equilibrio tra i vari momenti conviviali ci aiuta a stare meglio.

Ci richiamiamo spesso alle tradizioni ma perché i ricordi siano veritieri, la tradizione va ricostruita molto accuratamente.
Proviamo a ripercorrere insieme le abitudini del passato.
 
In passato, la gente si preparava alle feste dopo periodi di digiuno. Di consuetudine, la dieta era già povera; il digiuno si aggiungeva dunque a una condizione in cui l’organismo era già in credito di calorie.
Risultava normale, quindi, ripagarsi almeno in parte con cibi ricchi di nutrienti e, di conseguenza, anche più appetitosi. Il pane era condito con burro e uova per fare focacce e panettoni: burro per le calorie, uova come alimento ideale per contenuti di proteine e micronutrienti (ancora oggi, la composizione dell’uovo serve da paragone per ogni alimentazione artificiale). Uvetta e frutta candita aggiungevano la necessaria quota di fibra vegetale. Anche la “pinza”, tipico dolce veneto, rispondeva a queste caratteristiche di gusto e nutrimento.
 
Tutti gli alimenti di origine animale consumati durante le festività erano ricchi di grassi: basti pensare a lardo e pancetta, largamente utilizzati anche per condire i vegetali (il radicchio con il lardo è una delizia). In Veneto, la stagione invernale non offriva un’ampia scelta di frutta e verdura, ma arance e frutta secca riempivano le tipiche “calze della befana” poiché considerate delle leccornie.
 
Si consumavano molti alcolici, anche per scaldarsi, soprattutto quando si andava di casa in casa per gli auguri a parenti e amici: l’alcol, infatti, è una notevole fonte di calorie se consideriamo che un litro di vino fornisce circa 800 calorie, l’equivalente di due piatti di pasta.
 
A ripensarci oggi, è innegabile che si trattasse di una dieta sbagliata, soprattutto considerando che lo stile di vita e quindi le abitudini nutrizionali odierne sono molto differenti da quelle di qualche decennio fa.
 
Anche durante le festività come in ogni altro periodo dell’anno, dovremmo cercare di vivere bene, di gustare il cibo e la vita e, di tanto in tanto, potremo concederci qualche piccolo “sfizio”.

Dovremmo imparare a concentrarci non sul singolo alimento ma sull’equilibrio globale che ci garantisce il benessere: se è vero che le festività non sono il momento adatto per mettersi a dieta, è importante anche trovare un’armonia ad esempio pareggiando il conto delle calorie tra un incontro conviviale e l’altro, magari con qualche piccola rinuncia.
 
Una camminata veloce, infine, può contribuire a smaltire gli eccessi natalizi: tre chilometri in mezz’ora vi faranno consumare circa 300 calorie.

Per iniziare il nuovo anno in salute, vi auguriamo una buona passeggiata post cenone di Capodanno!
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