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Le biotecnologie in ortopedia: l’approccio biologico contro la degenerazione

Dott. Alberto Vascellari - Specializzato in Ortopedia e in Traumatologia
Dott. Alberto VASCELLARI
 22 Maggio 2019

Le biotecnologie in ortopedia: l’approccio biologico contro la degenerazione

Dal tessuto adiposo arrivano le nuove biotecnologie per i tendini.

Le lesioni da sovraccarico dei tendini (tendinopatie) rappresentano il 30-50% di tutte e lesioni correlate allo sport. Le tendinopatie, come la tendinopatia dell’Achille, la tendinopatia rotulea, l’epicondilite e la sindrome della cuffia dei rotatori, derivano da ripetuti microtraumi che i tendini non sono in grado di assorbire a causa della loro scarsa vascolarizzazione. Nelle prime fasi della tendinopatia, i tendini sono in grado di reagire a questi sovraccarichi, e una riduzione del carico può consentire al tendine infortunato di recuperare la sua struttura e la sua resistenza. Tuttavia, nella fase degenerativa avanzata, si riduce la capacità del tendine di guarire e di tornare alla sua struttura originaria.

 

Cos’è la Medicina Rigenerativa?

La medicina rigenerativa è la branca della medicina che utilizza agenti biologici per migliorare o ripristinare la guarigione dei tessuti degenerati. Il plasma ricco di piastrine (PRP) è stato uno dei primi approcci biologici proposti per le tendinopatie. Il PRP si realizza utilizzando il sangue del paziente, che viene filtrato e centrifugato. Questa frazione del sangue ricca di piastrine contiene diversi fattori di crescita, delle molecole che stimolano le cellule degenerate a “richiamare” nuovo sangue, a riprodursi, e quindi a ricostituire un nuovo tessuto tendineo.

 

Possiamo dire che le cellule mesenchimali rappresentano un altro passo avanti della medicina rigenerativa? 

Assolutamente sì. Le cellule mesenchimali sono cellule staminali adulte, cosiddette immature e indifferenziate, che una volta iniettate nel tessuto interessato si differenziano in cellule con le caratteristiche del tessuto stesso e con un meccanismo di intelligenza biologica stimolano le altre cellule già presenti alla autorigenerazione. Rispetto al PRP, le cellule staminali mesenchimali hanno un’arma in più: oltre a produrre considerevoli livelli di fattori di crescita, hanno la capacità di differenziarsi in cellule tendinee.


 

Perché prelevarle dal tessuto adiposo? 

Il tessuto adiposo sottocutaneo rappresenta una delle fonti più attraenti per prelevare cellule mesenchimali a causa di un metodo di raccolta semplice e poco invasivo. Inoltre negli ultimi anni la ricerca ha evidenziato che il tessuto adiposo è uno dei tessuti più ricchi di cellule mesenchimali staminali, anche rispetto al midollo osseo.

 

Come viene eseguito l’impianto di tessuto adiposo contenente cellule mesenchimali?

Il tessuto adiposo viene prelevato dal pannicolo adiposo sottocutaneo dell’addome o dei glutei: una aspirazione con cannula del tessuto adiposo come in una liposuzione estetica. La lipoaspirazione viene eseguita in anestesia locale, talora accompagnata da una leggera sedazione. II tessuto prelevato viene quindi lavato e filtrato per eliminare le parti inutili, e quindi infiltrato nel tendine degenerato grazie alla guida ecografica.

Quali sono i risultati delle cellule mesenchimali?

Le infiltrazioni di PRP e di cellule mesenchimali prelevate da tessuto adiposo sono trattamenti sicuri, che consentono di ottenere un rapido miglioramento in termini di sollievo dal dolore e ripristino della funzione. 
 

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