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Progetto Avis su donazione e stili di vita, aderisce anche la Casa di cura Villa Maria

Progetto Avis su donazione e stili di vita, aderisce anche la Casa di cura Villa Maria

Donazione del sangue e stili di vita entrano in azienda

Ieri a Marghera la presentazione dei risultati al convegno “Entra il dono, cresce l’impresa”

Presente anche il presidente di Avis Nazionale Briola

Tra i soggetti, tra non profit e profit, che hanno aderito tra settembre e novembre al progetto dell’Avis regionale Veneto “Io Valgo” per la promozione del volontariato, del senso del dono, della donazione di sangue e di corretti e sani stili di vita negli ambienti di lavoro c'è anche la Casa di cura Villa Maria di Padova.

Finanziato dalla Regione Veneto, assessorato alle politiche sanitarie, il progetto prevedeva nelle sedi delle aziende che lo richiedevano incontri gratuiti di un’ora per dipendenti, soci e titolari, tenuti da operatori professionisti di Avis. Un’iniziativa nuova che nasce dalla constatazione che sempre più imprese, negli ultimi anni, guardano al sociale, all’ambiente e alla salute dei propri lavoratori.

"Da anni siamo impegnati nella divulgazione dei corretti stili di vita presso la popolazione con un tour di incontri che sta coinvolgendo tutte le province del Veneto e che vede la disponibilità di numerosi nostri specialisti - spiega l'Amministratore delegato, Vincenzo Papes - L'attesa di vita più lunga ci impone una sempre maggiore responsabilità nel mantenimento del nostro stato di salute e una attanzione costante alla qualità della vita che conduciamo. Per questo abbiamo visto nel progetto "Io Valgo" di Avis Veneto una ulteriore opportunità di aumentare la consapevolezza generale sui temi della prevenzione e della salute". 



Mercoledì 13 novembre, a Marghera (Ve) al Business Center Banchina dell’Azoto, si è fatto il punto della situazione con il convegno “Entra il dono, cresce l’impresa”, con la testimonianza dei partner del progetto e di alcune delle imprese che vi hanno partecipato. Coinvolte nel progetto di Avis regionale ci sono le Avis provinciali (in particolare di Venezia e Vicenza), Abvs, i Centri servizi per il volontariato, il Forum Terzo settore, Cisl Veneto, Confartigianato Imprese Veneto, Medici del Lavoro, Ail, Confservizi.

Il presidente di Avis Nazionale Giampietro Briola ha introdotto i lavori, sottolineando quanto prezioso sia il rapporto tra Avis e mondo del lavoro: “per sensibilizzare sul senso della solidarietà e del dono, ma anche per spiegare a dipendenti e datori l’iter della donazione. E per fare aggregazione”. D’altra parte, è storia che molti gruppi di donatori Avis sono nati all’interno delle fabbriche.

Tra le altre aziende ad aver aderito al progetto “Io Valgo” l'azienda Scattolin Distribuzione Automatica, GP Dati, Meet Italia, Moca Interactive, l’associazione Ci siamo Anche Noi e le cooperative sociali Aclicoop, Solidaliae Il Sestante. “Quando abbiamo pensato al progetto eravamo consapevoli che sarebbe stato un azzardo – spiega il presidente di Avis regionale, Giorgio Brunello - Entrare, sia pur in punta di piedi, nelle aziende non è facile; gli imprenditori devono produrre e non hanno tempo per altro. Ci abbiamo provato, convinti che i tempi per farlo fossero ormai maturi. Volevamo parlare il linguaggio delle imprese per promuovere la solidarietà in tutto il suo significato e valorizzare volontariato e donazione di sangue utilizzando le leve della responsabilità sociale e della salute dei lavoratori. Grazie alla collaborazione delle Avis provinciali e di importanti partner associativi e sindacali oltre che dei medici del lavoro, Avis ha tentato di andare oltre, proponendo alle aziende incontri mirati di prevenzione e promozione del dono e di corretti stili di vita". 

Interesse economico, lavoro, donazione, diventano allora valori per l’impresa e per la comunità. 
“Io Valgo” è un’iniziativa che, come Regione, abbiamo condiviso appieno sin dall’inizio – spiega in una nota l’assessore regionale alla sanità, Manuela Lanzarin - perché va proprio nella direzione di ampliare il concetto di comunità solidale, aiutando anche i lavoratori a comprendere la cultura del dono e della salvaguardia della salute in generale. Entrare, come sta facendo Avis con operatori professionisti, nelle sedi d’impresa è una nuova frontiera nelle azioni di sostegno alla salute e alla cultura della prevenzione”.


Comunicato Stampa
14 novembre 2019
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