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Chemioterapia e tumori: il ruolo dell’alimentazione

Il ruolo di una corretta nutrizione non solo come prevenzione di patologie tumorali e infiammatorie, ma anche nel trattamento del paziente oncologico.

Chemioterapia e tumori: il ruolo dell’alimentazione

Siamo sempre più coscienti del potere di prevenzione e cura dell'alimentazione, che rappresenta certamente uno dei fattori cardine per la nostra salute, assieme all’attività fisica.
 

In che modo l'alimentazione è “responsabile” della nostra salute

Molti studi ormai hanno dimostrato che una sana alimentazione è fondamentale per prevenire il cancro. L’American Institute for Cancer Research ha calcolato che le abitudini alimentari scorrette sono la causa del manifestarsi di circa tre tumori su dieci e ben dei tre quarti di quelli del tratto digestivo. Va sottolineato, però, che gli alimenti in quanto tali non sono necessariamente causa di tumori. A rappresentare il problema, sono piuttosto i nostri “comportamenti alimentari”: ad esempio, l'abitudine ad assumere quantità eccessive di alcuni cibi, oppure le errate metodologie di cottura (in particolare quella alla griglia). È così che rischiamo di trasformare un alimento da sano a “cattivo”. Studi recenti evidenziano che l'azione del cibo sul rischio di cancro è molto estesa: il tipo di alimentazione può causare uno stato infiammatorio che è in grado di predisporre a qualsiasi forma di tumore e sull'equilibrio ormonale che può favorire od ostacolare lo sviluppo dei tumori della prostata nell'uomo e del seno, dell'ovaio e dell'utero, nella donna.
 

Quali sono le “buone norme” alimentari consigliate

Il controllo del peso, innanzitutto, poiché sovrappeso e obesità sono fattori di rischio per numerosi tumori e malattie croniche. Evitare o consumare con moderazione alimenti ad elevata densità calorica, soprattutto se raffinati industrialmente: snack, dessert e dolciumi, bevande zuccherate. Mangiare tanta frutta e verdura (tutta la famiglia dei cavoli, in particolare), preferendo quella di stagione. Limitare il consumo di carne rossa e carne conservata. Assumere le bevande alcoliche con molta moderazione. Ridurre il consumo di sale e sostituirlo con le piante aromatizzanti e le spezie come il curry e lo zenzero. Seguire una dieta varia.
 

Quale ruolo riveste l'alimentazione nel paziente oncologico

Un ruolo fondamentale, purtroppo talvolta sottovalutato. La malnutrizione per difetto, infatti, rappresenta la principale causa di morbosità e mortalità nel paziente oncologico in fase avanzata. È una “malattia nella malattia” che provoca un declino dello stato funzionale dell'organismo e condiziona una minore risposta e una ridotta tolleranza ai trattamenti antitumorali. Per questo, è importante che il paziente oncologico venga seguito e supportato anche dal punto di vista nutrizionale fin dall'inizio del suo iter diagnostico-terapeutico. Questo aumenta le forze, potenzia le difese immunitarie, aiuta a contrastare gli effetti metabolici negativi della malattia e migliora la risposta alla terapia.
 

Come viene sostenuta, in questo senso, una corretta nutrizione

Il paziente deve essere informato degli “inconvenienti” causati dalla terapia: alterazioni del gusto che possono essere sia qualitative (come si percepisce il gusto) che quantitative (se si riesce a percepire il gusto). Se informato, riesce a gestire il problema con minore stress psicologico. Vengono poi forniti dei consigli utili: risciacquare la bocca prima e dopo i pasti, scegliere alimenti graditi, individuare metodi di preparazione e condimento appetibili, preferire alcuni materiali ad altri per la cottura ed esposizione dei cibi, ad esempio. Mangiare in un luogo accogliente, meglio se circondati da familiari o amici, rende il momento del pasto ancor più gradevole. E allo stesso tempo, infermieri e familiari informati di eventuali disturbi nutrizionali nel paziente oncologico riescono a garantirgli maggiore serenità in ogni attività quotidiana, incluso il pasto.

 
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