MedicinaModerna | Periodico on-line di medicina, informazione, salute e prevenzione
Alimentazione   Dietologia   Nutrizione  

Dieta chetogenica VLCKD

Di: Dott. Paolo FAVRETTO

Per il raggiungimento del peso senza intaccare la massa muscolare

Per il raggiungimento del peso senza intaccare la massa muscolare

Le diete VLCKD, ossia very low calories ketogenic diet (in italiano: diete a bassissime calorie o diete fortemente ipocaloriche chetogeniche), sono un modo di alimentarsi in condizione controllata con un introito calorico che va da 500 a 800 Kcal. Questo tipo di dieta permette il raggiungimento del peso desiderabile in tempi più brevi rispetto alle diete ipocaloriche tradizionali senza che venga compromessa la massa muscolare, che viene invece mantenuta tale mediante un apporto proteico adeguato.

L’apporto giornaliero di proteine è rigorosamente rapportato alle esigenze di ogni singolo individuo: non siamo dunque di fronte ad una dieta iperproteica ma normoproteica, con l’introduzione di proteine ad alto valore biologico. La dieta si basa su un meccanismo fondamentale presente nel ciclo di metabolizzazione e genesi energetica che è presente nel nostro corpo: la chetosi o chetogenesi. La chetosi è il nostro “farmaco“ brucia grassi che ci permette di sciogliere i nostri grassi, è uno stato particolare che induciamo nel nostro corpo con un’alimentazione controllata, sotto tutela medica, per far sì che al posto degli zuccheri, che introduciamo in maniera ridotta, vengano utilizzati come fonte di energia i nostri stessi grassi che funzioneranno da carburante per produrre energia. La chetosi si riesce ad ottenere quando l’apporto glucidico non supera i 50 g al giorno. Questo provoca un abbassamento dell’insulina, mentre l’apporto esogeno di amminoacidi induce un aumento di glucagone che, per i loro effetti sul metabolismo lipidico, promuovono un’aumentata lipolisi dai tessuti adiposi. 


Chi può seguire questa dieta?


E’ principalmente consigliata a chi ha un BMI (indice di massa corporea) superiore a 30, ma può effettuarla anche chi è in sovrappeso (BMI tra 25 e 30 ) in presenza di altre patologie (ad es. diabete mellito tipo 2, ipertensione, crisi convulsive, ecc.) e vuole perdere peso superfluo in maniera particolarmente veloce.


Oggi i campi di applicazione sono molteplici: può essere usata per il trattamento di dislipidemie e della sindrome metabolica, ha un’utile applicazione nel ritorno al peso forma post gravidanza e nel pre-intervento di chirurgia bariatrica e per l’adiposità localizzata come la cellulite. E’ indicata in chi ha un peso eccessivo e ha problemi all’apparato locomotore, come dolori o artrosi di anca e ginocchio. E’ indicata durante il climaterio, la menopausa infatti spesso induce un incontrollabile aumento del peso corporeo e post gravidanza se il peso residuo è eccessivo. Invece è assolutamente controindicata durante la gravidanza e l’allattamento, nei bambini e negli adolescenti in crescita, nei soggetti già malnutriti e in presenza di particolari condizioni cliniche.


E’ riconosciuta dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) che ha, già nel 2015, stabilito i requisiti che deve possedere una VLCD, sia per le quantità giornaliere delle proteine, dei carboidrati e dei lipidi, che per i micronutrienti (EFSA Journal 2015;13(1):3957). Anche per questo motivo sono stati stilati dei protocolli dietetici, che è opportuno vengano seguiti sotto l'attenta supervisione medica, durante tutte le fasi della dieta, nella quale il “fai da te” è assolutamente sconsigliato.

Dott. Paolo Favretto - Dietologo Clinico
Hai bisogno di un consulto in
Scienza dell'Alimentazione
?
Contattami, è semplice e veloce!
    Dott. Paolo FAVRETTO    
Altro dal blog
Uno squilibrio, anche temporaneo, nelle nostre abitudini potrebbe essere causa di un peggioramento delle infiammazioni di natura proctologica.
È la novità del momento, e sembra adatta sia al dimagrimento che a scopo terapeutico. Scopriamone le peculiarità.
Sana alimentazione significa essere in grado di scegliere consapevolmente gli alimenti che ci fanno bene.
Da un rapporto sbagliato con il cibo ne conseguono diete estreme e dannose.
Il ruolo di una corretta nutrizione non solo come prevenzione di patologie tumorali e infiammatorie, ma anche nel trattamento del paziente oncologico.
Le motivazioni possono essere varie e in particolare la causa non è mai una sola.
 
Video correlati
 Consulto  Abbonati  Distribuzione  Newsletter
Ultima uscita
Iscriviti alla nostra newsletter. Riceverai gratuitamente una copia del numero più recente di Medicina Moderna
Io sottoscritto/a dopo avere ricevuto le informazioni di cui all'art. 13.1 e 14.1 del GDPR e in base all'art.7 del medesimo regolamento, nonché in conformità alla normativa vigente:
al trattamento dei Dati per finalità di Marketing diretto di cui all’art. 2 lett. b.i) dell’Informativa, per invio di comunicazioni commerciali e promozionali tramite modalità automatizzate di contatto ( per es. posta elettronica, whatsapp, mms, sms).
Sei già registrato? Inserisci la tua email per conferma
Scarica qui
  Tutte le riviste
I nostri partner
 
MEDICINA MODERNA
Periodico on-line di medicina, informazione, salute e prevenzione iscritto al n. 142 del Registro stampa del Tribunale di Treviso del 10/05/2010
Direttore responsabile Marco Toffolatti De Marchi | Edito da Pubblivision S.r.l. Cison di Valmarino (TV)
C.F. Registro delle imprese e P.I. 04051870261
Capitale Sociale € 12.500,00 i.v.
Tel. 0422 697958 | Fax 0422 313994
redazione@medicinamoderna.tv
I contenuti di questo sito e le informazioni o consulenze rilasciate mediante utilizzo dei servizi dedicati hanno scopo meramente divulgativo e non si sostituiscono diagnosi o visite mediche. Medicina Moderna declina ogni responsabilità in relazione alla correttezza ed esaustività di tali contenuti, informazioni, consulenze e risposte degli specialisti, ed invita i lettori ed utenti del sito a chiedere sempre il parere del proprio medico