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Cosa fare nel caso di artrosi dell'anca giovanile?

Dott. Filippo Cardillo - Ortopedico
Dott. Filippo CARDILLO
 03 Gennaio 2020

Cosa fare nel caso di artrosi dell'anca giovanile - Dott. Filippo Cardillo

Da giovani si può soffrire di una patologia che porta alla degenerazione articolare dell’anca.

Comunemente si pensa che l’artrosi dell’anca sia una patologia tipica della terza età. In realtà è stato studiato che tale patologia può colpire nella più giovane età.
 

Che cos'è l'artrosi dell'anca nel giovane?
L’infiammazione e la degenerazione della cartilagine coxofemorale porta ad una progressiva perdita di cartilagine articolare, che tende precocemente a scomparire completamente. Di conseguenza le superfici ossee entrano “in attrito” durante i movimenti, causando un danneggiamento reciproco. Tale patologia, con insorgenza in età precoce, porta a dolore, limitazione articolare e funzionale, con perdita delle condizioni naturali di deambulazione, prendendo il nome di artrosi dell’anca giovanile.

Quali sono le cause predisponenti?
La più frequente è la displasia dell’anca in età infantile e, anche se in diminuzione, la malattia di Perthes. Si annoverano inoltre le infezioni, i tumori e l’artrite reumatoide. Occorre citare anche casi in aumento rispetto al passato, che dipendono da condizioni traumatiche o metatraumatiche, e che si verificano soprattutto nel mondo sportivo.



Quali sono i sintomi più comuni?
Il sintomo cardine è il dolore localizzato principalmente nella regione inguinale. Nelle prime fasi l’articolarità è consentita con un minimo disagio, nelle fasi più avanzate il dolore scatena riduzione articolare e funzionale fino alla zoppia in fase deambulatoria, con dolori anche durante il riposo notturno.

Come si esegue la diagnosi?
È importante eseguire precocemente anche una semplice radiografia, una tac o una RMN, perché talvolta viene confusa con una semplice coxalgia.

In che modo si può prevenire?
Bisogna evitare il sovraccarico articolare, le posture scorrette, il sovrappeso e l’obesità, gli eventi traumatici e metatraumatici, l’assunzione di corticosteroidi per tempi prolungati, tutti gli squilibri dismetabolici ed il consumo eccessivo di alcolici. È bene invece seguire una corretta alimentazione ricca di vitamine, che si pone a nutrimento delle articolazioni. 

In cosa consiste la terapia?
Si possono distinguere due fasi: nella fase iniziale, si assumono farmaci antinfiammatori, o integratori alimentari di supporto, per poi passare a tecniche fisioterapiche di ginnastica articolare, stretching di flessori dell’anca, adduttori, ischio-crurali e gastrocnemio, esercizi di rinforzo della muscolatura degli arti inferiori, idrochinesiterapia, tecar e laser.

Quali prospettive ha un paziente giovane operato di protesi all’anca?
La chirurgia protesica che adopero è mininvasiva, con protesi di ultima generazione di minimo ingombro, che permettono al paziente giovane di ritornare in breve tempo ad una vita regolare, ad un ripristino articolare precoce in assenza di dolore, permettendo quindi lo svolgimento della propria vita in assenza di limitazioni.
 

Ci sono casi di giovani da me trattati con protesi all’anca che hanno continuato a svolgere attività sportive di contatto, come pugilato o addirittura come il campione europeo di Thai Boxe.

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