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Emorroidi: sfatiamo qualche mito

Dott. Angelo Stuto - Chirurgia generale
Dott. Angelo STUTO
 10 Ottobre 2019

Dott. Angelo Stuto emorroidi

Tutto quello che c'è da sapere sulla patologia emorroidaria e come si cura

Le emorroidi sono una parte anatomica normale del nostro corpo, così come gli occhi, il naso o la bocca! Quindi la frase tipica: “dottore ho le emorroidi!” eìquivale a “dottore ho il naso!”.

Si distinguono in emorroidi esterne, che si ritrovano a livello del canale anale, ed emorroidi interne, che rivestono l’ultima parte del retto e la parte più “alta” del canale anale.

Svolgono un ruolo importante perché sono cuscinetti che ammortizzano e proteggono il canale ano-rettale durante il passaggio delle feci, ed aiutano nel mantenimento della continenza a feci e gas. Per tale motivo è sempre meglio non toglierle chirurgicamente, anche se questo a volte non è possibile soprattutto quando i pazienti si rivolgono allo specialista dopo diversi anni di disturbi.

Il sintomo principale della malattia emorroidaria non è il dolore, e fanno male solo se si innesca una trombosi del tessuto emorroidario, fatto che non è così frequente come altri disturbi emorroidari. Purtroppo molto spesso si pensa che il dolore anale, ed ogni altro sintomo/disturbo, sia dovuto alle emorroidi. Solitamente i pazienti si rivolgono allo specialista dicendo che soffrono di emorroidi perché hanno dolore, e che le crema o compresse prescritte non hanno sortito effetto alcuno. Alla domanda se erano mai stati visitati per fare diagnosi di patologia emorroidaria la risposta più comune è…NO mai! Lo stesso, ahimè, succede con il paziente che si rivolge direttamente al farmacista dicendo che HA LE EMORROIDI (…vedi sopra…) ed il farmacista lo fornisce di pomata…

Il disturbo più frequente della patologia emorroidaria è il sanguinamento senza dolore. Altri disturbi sono l’”ano umido”, cioè la sensazione di essere umidi, “sudati”, di non sentirsi mai puliti. Esiste inoltre il prolasso, cioè la fuoriuscita delle emorroidi verso l’esterno, che a volte richiede il riposizionamento manuale, a cui spesso si associa del soiling, cioè il non avere una continenza fecale completa o meglio sporcare spesso la biancheria con materiale fecale. Il dolore, come detto, si avrà solo se esiste una trombosi emorroidaria: il tessuto emorroidario aumenta di volume, si indurisce ed è dolorabile.

La classificazione della patologia emorroidaria in 4 gradi ha perso oggigiorno totalmente di valore. È importante ricordare comunque che i diversi gradi non corrispondono ad un volume crescente ma ad un prolasso maggiore o, nel 4 grado, ad un prolasso non riducibile (Emorroidi interne sempre all’esterno, cosa estremamente poco frequente). Le indicazioni alla terapia chirurgica ed al tipo di intervento da eseguire devono essere posti in base al quadro clinico, alla tipologia dei disturbi, all’anagrafica del paziente, alle alterazioni della qualità di vita del paziente che i disturbi emorroidari comportano e NON in base ad un grado!



La terapia medica ha un senso nelle fasi iniziali della patologia emorroidaria, così come in queste fasi è importantissimo un miglioramento dello stile di vita ed un attento regime dietetico, che favorisca una dieta mediterranea con abbondante introito idrico.

La terapia chirurgica oggi si avvale di diversi tipi di intervento. Uno specialista chirurgo proctologo dovrebbe essere in grado di eseguire gran parte delle procedure chirurgiche disponibili. Lo specialista deve consigliare il miglior intervento in relazione al paziente ed al suo quadro clinico e sintomatologico.

Il moderno orientamento chirurgico è quello di non rimuovere le emorroidi, questo per il ruolo importante che esse hanno, ma anche per migliorar il decorso post-operatorio con intervento il meno invasivi possibile. In alcuni casi sarà anche possibile l’associazione di due tipi di interventi diversi per offrire la migliore cura al paziente: ad esempio, un’area di tessuto emorroidario potrà essere trattata con una pessia manuale ed un’altra con il laser o con la suturatrice meccanica. 

In conclusione, la considerazione principale è che la diagnosi ed il trattamento della patologia emorroidaria sono cambiati ed evoluti enormemente negli ultimi 20-30 anni. La figura del Chirurgo Proctologo è ormai ben riconosciuta, e ci si deve rivolgere a lui per i disturbi ano-rettale, evitando il più possibile di ricorrere a pericolose cure “fai da te”, che possono ritardare una diagnosi ed un trattamento corretto.
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