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Il mal di schiena:ne parla il Dott. Cassisi

Di:
Dott. Gianniantonio CASSISI

Il mal di schiena o lombalgia è una delle malattie più diffuse nei paesi sviluppati.


Una percentuale elevata della popolazione, dal 50 al 80%, ne soffre almeno una volta nella vita.

Colpisce entrambi i sessi, ma con diversa frequenza nelle fasce di età: gli uomini ne soffrono soprattutto fra i 30 e i 50 anni, mentre le donne sono più colpite dopo i 65 anni. Il 75% dei pazienti migliora con il solo riposo ed una terapia antiinfiammatoria o analgesica adeguata, generalmente entro poco tempo dall’esordio dei sintomi. Se invece il disturbo non si risolve è necessario approfondire le indagini.

Il mal di schiena è una delle cause più frequenti di assenza dal lavoro, soprattutto per quanto riguarda i lavori pesanti. In molti casi è però difficile distinguere la causa dall’effetto: sono gli sforzi compiuti a causare una lombalgia o la persona non è adatta a lavori pesanti, perché ha una “schiena cagionevole”? Oppure è necessario escludere la presenza di altre malattie?

L’aspetto positivo è che, in ogni caso, il più delle volte conoscere la causa non risulta essere rilevante perché la maggior parte degli “attacchi” acuti si risolve spontaneamente. Questo succede per esempio quando il dolore, insorto sollevando un oggetto, magari pesante e in una posizione scorretta, si localizza in un’area ben delimitata. Il riposo è la miglior “medicina”. Se il dolore è invece comparso “silenziosamente”, aumentando gradualmente nel corso dei vari mesi, e non sembra collegato al movimento, oppure se continua ad aggravarsi e compaiono altri problemi, è bene effettuare indagini approfondite.

Il problema più comune è il mal di schiena semplice in cui il dolore è limitato alla schiena o al massimo si estende alle natiche o alla coscia. A volte può irradiarsi lungo la gamba e coinvolgere il nervo sciatico, anche se non è corretto attribuire sempre ad una sciatica ogni dolore che interessa un arto inferiore. La sciatica infatti indica che si è verificata una sofferenza nervosa, che solitamente richiede tempi di guarigione prolungati. In questi casi un disco vertebrale leso può comprimere l’emergenza del nervo al tratto lombare della colonna provocando non solo dolore, ma sensazione di torpore e “pizzicore” lungo la gamba. Ci sono però dolori lombari irradiati alla coscia e alla gamba che possono avere origine muscolare o tendinea o più raramente ossea. In questi casi una diagnosi il più corretta possibile è indispensabile, per evitare “pellegrinaggi”, esami, prestazioni e terapie inutili, che spesso inducono frustrazione nel malato.

Il trattamento del dolore lombare è sempre impegnativo, perché spesso non può limitarsi solamente all’uso dei farmaci, che, se vanno molto bene nella sciatica vera (antiinfiammatori, analgesici, cortisonici), non risolvono completamente altre forme di mal di schiena. La fisiochinesi-massoterapia ha un ruolo importante, soprattutto nelle fasi croniche e di recupero, perché il fisioterapista può aiutare il paziente a ripristinare la mobilità ed i normali livelli di attività fisica. Proprio per il fatto che la lombalgia non è facilmente curabile e non è sempre facile individuarne la causa, i trattamenti a disposizione del malato sono i più disparati, da quelli supportati da sufficienti prove scientifiche a quelli meno affidabili. Infiltrazioni locali, ozonoterapia, mesoterapia, agopuntura, manipolazioni vertebrali e provvedimenti posturali è bene che siano sempre realizzati da personale qualificato. Il trattamento chirurgico, un tempo ampiamente diffuso e praticato, oggigiorno viene riservato a casi altamente selezionati in cui i sintomi siano gravi e progressivi, non responsivi alle tradizionali terapie. Questo proprio perché i numerosi interventi eseguiti in passato non si sono dimostrati essere sempre risolutivi della patologia del paziente.

Importante invece il comportamento attento ed attivo del paziente nei confronti del suo mal di schiena. Possono determinarne l’insorgenza o peggiorarne l’intensità il tipo di lavoro, l’acquisizione di posture scorrette, la permanenza prolungata in auto, l’utilizzo di scarpe con tacco alto, il sollevamento di pesi di una certa entità, la mancanza di esercizio fisico e di movimento, l’utilizzo di materassi e di reti di scarsa qualità ed infine il peso eccessivo. Evitare quindi una vita sedentaria, fare costantemente movimento, il più completo possibile, e praticare una ginnastica rieducativa, consigliata da figure professionali preparate, contribuirà significativamente a ridurre l’evento doloroso che frequentemente richiede l’intervento di un medico.

 

gianniantonio.cassisi@medicinamoderna.tv

 

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foto:salute-italia

 
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