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Influenza e vaccino 2017/18: tutto quello che c’è da sapere

Quest’anno l’influenza sarà particolarmente dura, per questo si raccomanda il vaccino alle categorie sensibili.

Operatore sanitario in procinto di vaccinare un ragazzino.

L’inverno è alle porte, il freddo comincia a farsi pungente e, come di consueto, l’influenza inizia a colpire, anche se il picco si avrà tra il periodo natalizio e la prima decade di gennaio.  Si stima che gli italiani (letteralemente) stesi a letto per l’influenza, quest’anno saranno 7 milioni, la maggior parte tra bambini e anziani, e si prevede sarà la più dura degli ultimi 10 anni.

Il minisero della salute, ha già lanciato la campagna vaccinale, garantendo la vaccinazione gratuitamente ad alcune categorie considerate a rischio (per avere la lista completa delle categorie clicca qui).
Secondo i dati erogati dal centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), l'influenza causa mediamente 40.000 morti premature in Europa. Il 90% dei decessi si verifica in persone di età superiore ai 65 anni, soprattutto se affette da altre patologie.
Al momento i bambini non sono considerati una categoria a rischio e quindi non sono sottoposti a vaccinazione gratuita. Questo non significa che la vaccinazione in questa fascia d'età sia inutile, anzi chi desidera vaccinare il proprio bambino può tranquillamente farlo. I vaccini per le categorie non a rischio sono in vendita in farmacia con un costo che si aggira trta i 10 e i 22 euro. 

In Italia sono disponibili varie tipologie di vaccino "tutti fatti con porzioni di diversi tipi di virus dell'influenza" spiega il virologo Fabrizio Pregliasco, dell'Università di Milano. "Di anno in anno, si tratta dei virus che, secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, con maggiore probabilità circoleranno nella nostra zona".
Tutti questi vaccini vengono comunemente iniettati a livello intramuscolare, nel braccio o nella coscia. Esiste però anche un vaccino intradermico (vaccino split) sviluppato in modo tale da poter essere iniettato nella zona sottocutanea: "Una modalità di somministrazione che rende il vaccino ancora più efficace" sottolinea l'esperto.
Esiste, infine, un vaccino antinfluenzale che viene somministrato per via nasale, evitando dunque il disagio della puntura. È basato su virus vivi attenuti ed è molto
utilizzato negli Stati Uniti: in Italia ne è autorizzato il commercio, ma di fatto non è in circolazione.

Per quanto riguarda invece gli ‘effetti collaterali’ del vaccino, riportiamo quanto scritto nella pagina dedicata del ministero della salute:
'Alla vaccinazione antinfluenzale possono essere associati alcuni effetti indesiderati, la loro frequenza dipende dal tipo di vaccino, da come viene somministrato e dall’età della persona vaccinata. I vaccini inattivati, somministrati per mezzo di iniezione intramuscolare, possono causare comunemente reazioni locali come dolenzia e arrossamento nel punto di iniezione e, meno spesso, febbre, dolori muscolari o articolari o mal di testa.
Questi sintomi generalmente sono modesti e non richiedono cure mediche, risolvendosi con trattamenti sintomatici (antipiretici, analgesici) nel giro di un paio di giorni. Febbre, dolori e mal di testa possono manifestarsi più frequentemente nei bambini e ragazzi rispetto alle persone anziane.
Raramente i vaccini antinfluenzali a base di virus inattivati possono causare reazioni allergiche come orticaria, rapida tumefazione nel punto di inoculazione, asma o gravi manifestazioni allergiche sistemiche (generalizzate) dovute ad ipersensibilità nei confronti di determinati componenti del vaccino’’.



 
 
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