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La miopia: l'epidemia degli anni 2000

Tra tutti i difetti visivi, la miopia è quello più diffuso ed è in costante, esponenziale aumento

La miopia: l'epidemia degli anni 2000

I dati riguardanti la miopia nel mondo non sono rassicuranti: uno studio americano solo pochi anni fa registrava un aumento del 66,4% di persone miopi tra gli anni '70 e il periodo 1999-2004. Oggi, in Italia, si tratta di un difetto visivo che colpisce circa 12 milioni di persone.

 

A cosa è dovuta questa “epidemia”

Purtroppo le cause di questa crescita esponenziale non sono ad oggi note. Allo sviluppo della miopia concorrono fattori di ordine sia genetico che ambientale, correlati allo stile di vita. Già a inizio secolo si ipotizzava un possibile ruolo dello sforzo accomodativo, che si attiva nella visione da vicino soprattutto in età pre-scolare, ipotesi successivamente confermata da numerosi studi. La lettura prolungata, e soprattutto il continuo utilizzo di dispositivi quali smartphone e tablet già in tenera età potrebbero rappresentare un importante fattore di rischio.
 

Quali sono le possibili terapie in infanzia ed età adulta

Nel bambino come nell’adulto la miopia può essere corretta mediante l’uso di occhiali o, previo parere favorevole dell’oculista, lenti a contatto che in casi particolari e sotto stretto monitoraggio possono essere usate già in età pediatrica. Nell’adulto si può ricorrere alla correzione permanente della miopia mediante una procedura di chirurgia refrattiva con laser a eccimeri o intervento intraoculare a seconda del caso specifico.
 

Come funziona la correzione della miopia tramite laser, e quali sono i risultati ottenuti sino ad oggi

La correzione della miopia con laser a eccimeri avviene grazie ad un vero e proprio rimodellamento della superficie corneale. L’appiattimento centrale della cornea, in misura variabile a seconda del difetto da correggere, consente la correzione della messa a fuoco dell’occhio. I risultati ottenuti su pazienti correttamente selezionati per tale trattamento sono a dir poco straordinari, con recupero visivo in pochi giorni nella quasi totalità dei casi.
 

Chi può sottoporsi all'intervento

Prima di tutto, occorre verificare l'idoneità con la visita preoperatoria, che ci permette di stabilire la natura del problema e le caratteristiche del paziente, componenti fondamentali per la buona riuscita dell'intervento. Si tratta di una visita oculistica molto approfondita, che indaga lo stato di salute dell’occhio oltre che parametri oculari specifici quali topografia e spessore corneale, e diametro pupillare. Altra parte molto importante della visita di idoneità è l'illustrazione, da parte dello specialista, dello svolgimento dell'intervento e delle possibili complicazioni.

 
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