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Il mal di schiena, quando ricorrere alla chirurgia

Talvolta il dolore arriva a impedire l'attività lavorativa o a limitare le normali attività quotidiane

Il mal di schiena è un disturbo molto frequente che talora può divenire invalidante. Spesso insorge in forma acuta, talvolta anche senza cause apparenti. Per raggiungere la guarigione, è fondamentale un corretto approccio diagnostico e terapeutico. 

Dottoressa Comisso, i mal di schiena non sono tutti uguali. Quando rivolgersi al medico?
Il mal di schiena, fortunatamente, nella gran parte dei casi ha un’evoluzione benigna, ossia si risolve spontaneamente nel giro di alcuni giorni o settimane. Altre volte, diversamente, il dolore può protrarsi per lunghi periodi no a divenire cronico. Anche l’insorgenza dei sintomi può essere diversa, in alcuni casi lenta, in altri repentina con dolori così intensi da impedire anche le più semplici attività quotidiane. Il medico ha un ruolo fondamentale in molti casi: quando il dolore non è gestibile 
con i comuni antiinfiammatori e antidolorifici, i cosiddetti farmaci da banco, quando impedisce l’attività lavorativa, quando i sintomi perdurano oltre le due settimane o quando si irradiano agli arti inferiori. 

In che modo si determina se una lombalgia è più o meno grave?
Anamnesi ed esame obiettivo sono fondamentali. Le caratteristiche dell’insorgenza del dolore, il tipo, l’intensità e la sua distribuzione sono informazioni molto importanti che, correlate all’esame obiettivo permettono allo specialista di avviare il percorso diagnostico e terapeutico più appropriato. È importante sapere che il mal di schiena non è una malattia ma un sintomo che, come tale, può essere espressione di tanti e diversi problemi alla colonna vertebrale, che possono essere di origine muscolare, scheletrica o neurologica. 

Qual è l'approccio terapeutico? 
Un’adeguata terapia farmacologica antiinfiammatoria associata a un percorso di cure siche e riabilitative rappresentano sicuramente il primo approccio al problema. Talvolta nella fase acuta diviene necessario associare a questi trattamenti delle cure antalgiche con infiltrazioni mirate. 

In quali casi si procede con la chirurgia? 
Quando i trattamenti conservativi non hanno successo e il dolore diviene cronico, è indicato intervenire chirurgicamente. Se i disturbi  provocano una limitazione delle normali attività quotidiane, dell’attività lavorativa, della vita di relazione o se vi è una compromissione neurologica agli arti inferiori, il trattamento chirurgico è la soluzione. Negli ultimi anni la chirurgia vertebrale ha fatto enormi progressi, sia per quanto riguarda le tecniche operatorie che i materiali. Dispositivi che preservano il movimento, strumenti che permettono di eseguire mini accessi, interventi selettivi e mirati, consentono di affrontare l’atto chirurgico con rischi minimi. La mini invasività, associata all’impiego di materiali e soluzioni tecniche di ultima generazione, permettono una rapida ripresa con un precoce ritorno alla normale vita di relazione. 
 
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