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Mastoplastica additiva: la tecnica dual plane

Le garanzie delle moderne tecniche di chirurgia estetica: un risultato naturale, protesi garantite a vita, nessun rischio per gravidanze future.

Mastoplastica additiva: la tecnica dual plane
L'intervento di mastoplastica additiva, che rimane il più popolare e comunemente richiesto in Italia, si è evoluto moltissimo negli ultimi anni, per soddisfare le richieste delle pazienti più esigenti. 
 

Un risultato naturale e duraturo

In particolare, la paziente desidera avere un risultato naturale e duraturo, e non si accontenta del semplice aumento del volume del seno. In Italia non è più accettato, e accettabile, un risultato dove non vi sia alcuna attenzione alla forma e alla naturalezza del nuovo seno, enfatizzandone soltanto la dimensione.
Garantire un risultato naturale non è comunque semplice. Anche perchè, considerando che la gran parte delle donne che desiderano sottoporsi a questo intervento ha in partenza un seno piccolo o svuotato, la difficoltà sta nel dare una sufficiente copertura alla protesi, per evitarne l'eccessiva visibilità sotto i tessuti cutanei poco spessi e rappresentati.
 

L'invenzione della tecnica Dual Plane

Fu un chirurgo americano di nome John Tebbetts, alcuni anni fa, a ideare la tecnica oggi conosciuta come Dual Plane, letteralmente “doppio piano”, per fornire una soluzione alla precisa esigenza di garantire un risultato naturale.

Essa prevede il posizionamento della protesi in silicone al di sotto di una tasca parzialmente retro ghiandolare, che copre la protesi nei quadranti infero-esterni, e parzialmente retro muscolare, che invece la copre nella porzione mediale e in alto.

In pratica, unisce i vantaggi delle due tradizionali tecniche di posizionamento di impianto mammario, esclusivamente retro ghiandolare o esclusivamente retro muscolare. In questo modo, anche se la paziente sceglie di aumentare il volume del seno in maniera generosa, la presenza del muscolo pettorale, sopra la protesi nella regione centrale, rende il decolleté molto piacevole e naturale.

A questo va aggiunto che, oltre alla copertura del muscolo, a garantire il risultato desiderato concorrono le caratteristiche di eccezionale morbidezza al tatto delle moderne protesi mammarie. 
 

Diversi tipi di protesi

Le protesi mammarie si distinguono poi fondamentalmente in due tipi: rotonde e anatomiche, o “a goccia”. 

Le protesi rotonde hanno la forma di emisfere, con la massima proiezione, variabile, a metà dell’altezza della protesi. 

Le protesi anatomiche o a goccia hanno invece un profilo asimmetrico, con maggior proiezione nella parte inferiore della protesi, risultando nel complesso in un aspetto più simile ad un bel seno naturale.

Personalmente, qualora il volume iniziale sia scarso o il seno sia “svuotato”, preferisco consigliare la protesi anatomica, perché questo tipo d’impianto mantiene più a lungo una forma naturale e piacevole, soprattutto in bikini o a seno scoperto.

Variando la proiezione del polo inferiore ed il volume complessivo, si può veramente trovare una protesi che sia perfetta per la fisionomia della paziente e si conformi ai suoi desideri.
 

Nessun rischio per future gravidanze

Per quanto riguarda l'incisione cutanea che consente il posizionamento delle protesi, generalmente, nelle pazienti nullipare, ovvero che non hanno avuto ancora gravidanze, consiglio l'incisione nel solco inframammario. In questo modo, sia nel caso in cui si decida di posizionare la protesi in un piano retroghiandolare, sia che si decida per il piano retromuscolare parziale (dual plane), la ghiandola mammaria viene sollevata senza inciderla. Così, si evita un duplice potenziale pericolo: tagliare alcuni dotti galattofori (quelli che veicolano il latte verso l'esterno) e introdurre cicatrici nella ghiandola.


Un po' più complessa è la situazione in cui sia necessaria anche la correzione della ptosi, ovvero della caduta del seno (mastopessi), oppure quando si debba correggere differenze di altezze del complesso areola-capezzolo. In questi casi, si può considerare l’incisione periareolare per modellare e “liftare” il seno verso l'alto, o emiareolare, per correggere differenze di altezza delle areole.
 

Garanzia totale

In ogni caso, è molto importante ricordare come la mastoplastica sia un intervento che non preclude l’allattamento, né altera il risultato di esami strumentali quali la mammografia o l'ecografia mammaria. Inoltre, le protesi delle aziende migliori sono garantite a vita, con possibilità di sostituzione gratuita in caso di problemi.
 
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