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NEI: COME RICONOSCERE QUELLI A RISCHIO

Dott.ssa Ilaria Romano - Dermatologa a Treviso e Montebelluna
Dott.ssa Ilaria ROMANO
 11 Luglio 2014

LA MAPPATURA DIGITALE PER SALVAGUARDARE LA SALUTE DEL PAZIENTE


Il melanoma cutaneo è certamente uno dei tumori a più alta malignità ma essendo l’unico ad essere visibile già dalle prime fasi evolutive, può essere riconosciuto ed asportato precocemente con una percentuale di guarigione prossima al 100%.

Dottoressa Romano, la visita dermatologica è fondamentale per la diagnosi di un eventuale melanoma.Chi sono i soggetti considerati più a rischio? Tutti noi possiamo sviluppare un melanoma. Negli ultimi anni si è registrato un forte e drammatico aumento dell’incidenza del melanoma in tutti i paesi del mondo; in Italia questa patologia colpisce 10-15 casi ogni 100.000 abitanti.

Il rischio è maggiore in caso di:

• Pelle, capelli ed occhi chiari, facilità alle scottature solari

• Precedenti di scottature solari gravi durante l’infanzia o l’adolescenza

• Numerose lentiggini

• Abuso di lampade abbronzanti

• Numerosi nevi

• Casi di melanoma personale o familiare

• Nevi di forma, dimensioni, colore molto vari 

Oggi esiste la mappatura digitale dei nei, la videodermatoscopia: di cosa si tratta?  La videodermatoscopia è una moderna metodica non invasiva che consente l’osservazione delle lesioni pigmentate cutanee ad elevati ingrandimenti (da 10 a 100 volte) insieme all’acquisizione e all’archiviazione delle immagini. Questo esame permette di fotografare i nevi a rischio e di controllarne nel tempo le minime variazioni di aspetto, consentendo una diagnosi precoce del melanoma.

Durante la visita specialistica tutti i nei considerati a rischio vengono fotografati: come avviene questo processo e perché è così utile? La videodermatoscopia consiste nell’esecuzione di fotografie, d’insieme e singole, di tutte le lesioni melanocitarie che sono ritenute dal medico suscettibili ditrasformazione, e che necessitano, quindi, di essere monitorate in modo particolare nel tempo. Tutte le fotografie sono salvate nella cartella clinica del paziente, a disposizione per ulteriori confronti nel futuro. A questo punto, se non nota anomalie particolari, il medico dermatologo è già in grado di rassicurare il paziente, esattamente come succede dopo un’ecografia o una mammografia.È consigliabile eseguire la visita lontano dall’esposizione solare (almeno 1 mese).

La mappatura digitale, cosa offre di più rispetto all’esame clinico classico? Con un controllo dei nevi classico si ottiene un giudizio clinico che prevede una descrizione abbastanza precisa di quello che si osserva, ma che è sicuramente difficilmente confrontabile con una visita successiva, per esempio eseguita a distanza di un anno. La mappatura digitale, invece, per il fatto stesso che prevede fotografie salvate su un database, consente un confronto diretto, oggettivo, controllo dopo controllo, di tutte le lesioni neviche considerate “a rischio”. Permette di cogliere quelle “differenze minime” che al solo occhio clinico potrebbero sfuggire consentendo una diagnosi precoce del melanoma.

 

Tratto dal magazine Medicina Moderna ©Medicina Moderna

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