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Salute e benessere  

Il Papillomavirus nell’uomo può avere serie conseguenze per la sua salute

Dott. Mario Todeschini - Urologo a Vicenza
Dott. Mario TODESCHINI
 03 Gennaio 2019

Il Papillomavirus nell’uomo può avere serie conseguenze per la sua salute

Mentre nella donna l’importanza della infezione da HPV è riconosciuta da decenni, nell’uomo l’infezione da HPV è sempre stata considerata di scarsa rilevanza clinica.

Le malattie sessualmente trasmissibili sono molte e colpiscono prevalentemente i giovani. Questi spesso sono molto imprudenti nei rapporti, abbastanza disinformati e disinteressati al problema e la loro attività sessuale inizia sempre più precocemente. La diffusione di tali malattie, quindi, è in costante crescita e ci si preoccupa solo quando si viene colpiti.

 

Come avviene la trasmissione dell’HPV?

La trasmissione avviene, nella stragrande maggioranza dei casi per via sessuale, attraverso il contatto con cute o mucose e i microtraumi, che avvengono durante il rapporto sessuale, potrebbero favorirne la trasmissione. Il preservativo riduce ma non elimina totalmente il rischio di infezione in quanto il contatto potrebbe avvenire in zone non protette dal preservativo stesso. Il sesso orale favorisce la comparsa di lesioni orofaringee ed i rapporti anali la comparsa di patologie anali. Infine è ammessa, seppur rarissima, la trasmissione indiretta, attraverso asciugamani e biancheria intima.

 

Quali sono le conseguenze dell’infezione da Papillomavirus per la salute dell’uomo?

Esistono circa 150 tipi di HPV ed almeno 40 di questi causano infezioni del tratto genitale. Alcuni ceppi (es. tipo 6 ed 11), detti a basso rischio oncogeno, causano lesioni benigne, i cosiddetti condilomi, di gran lunga le lesioni HPV correlate più frequenti nel maschio. Altri ceppi definiti ad alto rischio oncogeno possono causare le rare neoplasie del pene, neoplasie orofaringee (con i rapporti orali) e neoplasie anali (più frequenti negli omosessuali). Negli ultimi anni è stata trovata una correlazione tra presenza del virus HPV nel liquido seminale ed infertilità, soprattutto diminuzione della motilità degli spermatozoi. Attualmente si ritiene che la maggior parte degli uomini sessualmente attivi e con più partner si infetti nel corso della vita con virus HPV ma soltanto in una piccola parte dei soggetti infetti l’infezione virale persiste dando luogo a manifestazioni cliniche. La persistenza del virus è favorita da fattori come fumo, diabete, e immunodepressione. 



 

Come avviene la diagnosi delle infezioni da HPV nel maschio? 

È essenzialmente clinica: all’esame obiettivo accurato può essere associata la penescopia e nei casi dubbi la ricerca mirata del virus con tamponi da inviare al laboratorio di diagnostica molecolare. 

 

Ad oggi, esiste un trattamento risolutivo?

Per quanto concerne il trattamento va anzitutto precisato che non esistono tutt’oggi farmaci antivirali in grado di eliminare il virus. Molto spesso il virus scompare spontaneamente ma se ciò non accade, quello che possiamo e dobbiamo fare è eliminare le lesioni (esempio i condilomi) provocate dal virus con laserterapia, diatermocoagulazione, crioterapia o sostanze chimiche come podofillotossina, imiquimod, acido tricloroacetico. Qualsiasi sia però il mezzo utilizzato è sempre possibile la recidiva della lesione e per questo sono fondamentali controlli a distanza fino a completa risoluzione. L’importante è la prevenzione ma la vera svolta per ridurre l’infezione viene realizzata con il vaccino, che non protegge però da tutti i ceppi di HPV. Lo screening con Pap-test ed HPV test nella donna e gli accorgimenti preventivi e di prudenza nell’uomo vanno mantenuti.

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