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Patologie dermatologiche: la terapia del sole

Fototipi, protezione solare e vitamina D

Patologie dermatologiche: la terapia del sole

La protezione dal sole passa prima e soprattutto dalla scelta del fattore di protezione più adatto alla nostra pelle, ma anche dal modo in cui lo utilizziamo durante l'esposizione al sole.
 

Numerose patologie dermatologiche sono apparentemente “incompatibili” con il sole.
Occorre quindi evitarlo a prescindere, o basta prepararsi adeguatamente?

Chi si è scottato frequentemente, soprattutto da bambino e possiede fattori predisponenti come un fototipo basso, numerosi nei e nei dalla nascita o familiarità per tumore della pelle ha maggiori possibilità di avere problemi durante l’esposizione al sole e quindi anche di sviluppare il melanoma, tumore maligno della pelle. Una volta identificato il fototipo, è più semplice adeguare i comportamenti per una corretta esposizione al sole, godendo dell'aria aperta e delle vacanze al mare o in montagna senza correre rischi. Gli effetti nocivi del sole sono di due tipi: immediati come l'eritema (arrossamento) della pelle accompagnato da prurito, bruciore o addirittura bolle; ritardati come il fotoinvecchiamento precoce con rughe o macchie, e la fotocarcinogenesi ossia l'induzione di tumori cutanei.
 

Il sole non deve essere considerato un nemico: addirittura, alle persone con carenza di vitamina D si consiglia di stare di più al sole. In che modo possiamo ottenere beneficio senza rischiare conseguenze negative?

Il sole è importante per evitare il rachitismo nei bambini. Per fissare la vitamina D, tuttavia, sono sufficienti pochi minuti al giorno di esposizione. Al contrario, è dimostrato che troppo sole nell'infanzia e nell'adolescenza aumenta il rischio di sviluppare un melanoma in età adulta. 

Quale fattore di protezione dovremmo scegliere, nella prima esposizione al sole? 

La raccomandazione generale, soprattutto durante la prima esposizione ma non solo, è di non scendere mai al di sotto dei 30 Spf (protezione alta) per persone con fototipo 3 o 4, e scegliere una protezione 50+ (molto alta) per i fototipi 1 e 2 che si scottano facilmente. Occorre, inoltre, sfatare alcuni miti: la frequenza di applicazione della crema, ad esempio, deve essere ogni 2 ore e non solo dopo il bagno o la doccia; la protezione totale non esiste, ma esiste quella molto alta (50+) che è perfettamente idonea per le pelli più sensibili alle scottature. Infine, è necessario controllare bene sulla confezione che il filtro scelto protegga sia dagli UVA che dagli UVB e che sia, quindi, “ad ampio spettro”.
 

La protezione dal sole non si ottiene sempre e solo all'utilizzo delle creme solari. È vero che esistono dei fotoprotettori sotto forma di integratori? Quando sono indicati? 

Gli integratori solari sono prodotti appositamente formulati per rafforzare le difese della pelle esposta al sole e favorire un'abbronzatura intensa e duratura. Il loro utilizzo è infatti in grado di supportare dall'interno la protezione conferita dall'esterno tramite l'applicazione di cosmetici dotati di filtri solari (azione sinergica). Una molecola molto valida è il Polypodium leucotomos, una felce tropicale usata per i suoi effetti antinfiammatori e curativi. Dall'estratto di questa pianta, infatti, si ricavano principi attivi in grado di contrastare gli effetti nocivi dei raggi UV, soprattutto nelle persone maggiormente fotosensibili. 


 
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