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Procreazione assistita, il ruolo della blastocisti

Dott. Andrea Borini - Procreazione Assistita a Treviso
Dott. Andrea BORINI
 29 Novembre 2016

Procreazione assistita, il ruolo della blastocisti

L'impianto di blastocisti, ossia embrioni in avanzato stadio di sviluppo, è un buon modo per aumentare probabilità di gravidanza e ridurre tasso di gemellarità.

L’obiettivo di ogni centro di fecondazione assistita è realizzare un sogno di maternità, riducendo al minimo i rischi per la madre e per il feto. Negli ultimi anni questo sta diventando una realtà grazie all’utilizzo di nuovi metodi, come il trasferimento di embrioni allo stadio di blastocisti.
 

La blastocisti

Quando, dopo 5-6 giorni dalla fecondazione, lo zigote è passato attraverso successive divisioni cellulari si origina un embrione che raggiunge la cavità uterina in uno stadio avanzato di sviluppo: questo è in fase di blastocisti. La blastocisti è dunque un embrione altamente differenziato pronto per l’impianto, con una massa cellulare interna che darà origine all’embrione propriamente detto e uno strato di cellule più esterno, responsabile della formazione della placenta.
 

Blastocisti, tempi di impianto 

L'importanza della blastocisti risiede nei tempi. Solitamente il transfer embrionario avviene 2 o 3 giorni dopo l’inseminazione degli ovociti, quando gli embrioni si trovano in uno stadio di 4-8 cellule. In condizioni standard di coltura in vitro, solo il 50-60% di embrioni continua lo sviluppo fino alla blastocisti. I transfer al giorno 3 evidenziano una maggiore percentuale di cicli senza trasferimento in utero, e quindi un aumento di stress psicologico delle pazienti. Ma un transfer di blastocisti al giorno 5 permette un’idonea sincronizzazione tra embrione ed endometrio e aumenta così le probabilità di impianto.


Evitare le alterazioni cromosomiche grazie ai blastocisti

Più della metà degli embrioni creati in vitro potrebbe essere cromosomicamente anormale. Si ritiene che alcuni tipi di alterazioni nel numero di cromosomi si manifestino allo stadio di 4-8 cellule (quindi nei primi 2-3 giorni) e determinino un arresto precoce di sviluppo. Dunque prolungare la coltura fino allo stadio di blastocisti prima di procedere all’impianto è un ottimo metodo di auto-selezione, che favorisce il biologo nella scelta dell’embrione giusto da trasferire.
 

L'indagine sulle anomalie cromosomiche prima dell'impianto

La valutazione dello stato di salute cromosomica preimpianto (PGS) è una diagnosi delle anomalie cromosomiche precedente al transfer in utero. L’analisi viene effettuata su cellule embrionali prelevate mediante biopsia proprio allo stadio di blastocisti. In un futuro prossimo l’impiego della coltura prolungata “sommata” alla PGS permetterà di determinare quale blastocisti sia destinata ad impiantarsi: il trasferimento singolo sarà la norma, la gravidanza molto probabile ed il tasso di gemellarità verrà abbattuto.
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