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PSICOLOGIA

ESISTE UNA SPECIFICA "ANSIA"...PER LA MATEMATICA


L’ ansia per la matematica (Mathematical Anxiety) è un fenomeno poco studiato e ancora carente di criteri diagnostici formalmente condivisi. Ad ogni modo i questionari che hanno l’obiettivo di individuarla chiedono ai soggetti di riportare le loro risposte emotive durante la risoluzione di problemi di matematica sotto varie forme e in diversi contesti: i soggetti con elevati livelli di ansia per la matematica rispondono con ansia e preoccupazione alla risoluzione di problemi numerici svolti individualmente, sia riferiscono di sentirsi ansiosi in situazioni in cui devono risolvere esercizi di matematica di fronte alla classe. Alcuni ricercatori della Stanford University School of Medicine hanno dimostrato per la prima volta che i bambini con elevati livelli di ansia per la matematica presentano attivazioni cerebrali specifiche e differenti rispetto ai non “matematicamente” ansiosi. La ricerca ha sottoposto a risonanza magnetica funzionale 46 bambini di 7-9 anni (con bassi ed elevati livelli di ansia per la matematica) mentre era loro chiesto di effettuare addizioni e sottrazioni. Nello studio, i soggetti sono stati valutati mediante un questionario standardizzato per la misurazione dell’ansia per la matematica e generalizzata e altri test di funzionamento cognitivo. I bambini sia con elevati sia con bassi punteggi di ansia per la matematica avevano punteggi simili in termini di QI  e di altre funzioni cognitive così come di ansia generalizzata. Nei bambini con elevata ansia per la matematica si è riscontrata una maggiore attivazione  nelle regioni cerebrali associate alla paura, quali l’amigdala e l’ippocampo, che a sua volta determinavano una deattivazione delle aree cerebrali implicate nel ragionamento numerico. Quindi l’ansia specifica per la matematica interferisce sia a livello neurale sia a livello comportamentale con i processi cognitivi di elaborazione delle informazioni e risoluzione dei problemi numerici. Senza voler psicopatologizzare la vita quotidiana varrebbe la pena pensare a modalità di assessment e intervento per la regolazione di questa emozione che  se arriva ad elevati livelli ed è cronicizzata può portare a evitamenti anche nelle scelte accademiche e lavorative.   

 

 

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