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Raggi UV, effetti acuti e cronici

Le radiazioni che arrivano dal sole possono avere delle conseguenze a breve o lungo termine. La determinazione dei fototipi e i consigli dell'esperto.

Raggi UV, effetti acuti e cronici
Le radiazioni che arrivano dal sole ci fanno abbronzare ma presentano anche dei risvolti negativi, sia acuti che cronici. Quali sono e perché è sempre consigliabile proteggere adeguatamente la nostra pelle.
 

I raggi solari: cosa sono

Le radiazioni solari che raggiungono la superficie terrestre sono composte di raggi infrarossi, luce visibile e radiazione ultravioletta (UV), ossia i famosi raggi UV che tutti temiamo. Sono responsabili di effetti biologici diversi a seconda della variazione della lunghezza d’onda: in particolare, ai raggi UVA ed UVB sono imputabili vari disturbi e patologie cutanee.


Gli effetti cutanei subito visibili

Le radiazioni UV producono sia effetti acuti che cronici a livello cutaneo. Gli acuti sono principalmente eritema ed iperpigmentazione, che si manifestano diversamente a seconda del fototipo. I raggi solari hanno anche l’effetto positivo di indurre la sintesi di vitamina D che contribuisce al mantenimento della corretta struttura scheletrica e sembra avere, da indagini recenti, un ruolo protettivo nei confronti di alcuni tumori viscerali. L’esposizione cronica alle radiazioni UV contribuisce invece al fotoinvecchiamento e rappresenta il più importante fattore di rischio dei tumori cutanei


I 4 fototipi

In relazione alla capacità della cute di pigmentarsi, i caucasici possono essere suddivisi in quattro fototipi:
• il 1° fototipo si scotta sempre e non si abbronza mai
• il 2° si scotta sempre e si abbronza poco
• il 3° talora si scotta e si abbronza gradualmente
• il 4°, infine, non si scotta mai e si abbronza sempre e facilmente

Nella pratica il fototipo I corrisponde al soggetto “celtico” con pelle chiara, occhi azzurri e capelli rossi; il fototipo II al nordico con pelle chiara, occhi azzurri, capelli biondi e che dopo esposizione solare assume un colore dorato; il fototipo III, il più comune da noi, ha caratteristiche intermedie tra il II e il IV; il fototipo IV, mediterraneo, ha pelle e occhi scuri, capelli neri e si abbronza facilmente assumendo una colorazione bruna

Esistono anche i fototipi V e VI, che corrispondono ai gruppi etnici con pelle più scura.
rappresentazione grafica dei 4 fototipi di pelle


Gli effetti dell'esposizione cronica

Si tratta di effetti più rischiosi per la salute, in quanto l’esposizione cronica può danneggiare la pelle al punto da causare alterazioni che potrebbero anche tramutarsi, a lungo termine, in patologie gravi. Modificando il collagene e la pigmentazione, i raggi UVA causano il foto-invecchiamento cutaneo, che si manifesta con secchezza cutanea, comparsa di rughe profonde e di chiazze con irregolare pigmentazione, perdita di elasticità e dilatazioni croniche dei vasi sanguigni. Inoltre, sia gli UVB che gli UVA possono causare modificazioni del DNA. Nel tempo, dopo svariati anni, queste mutazioni portano allo sviluppo di tumori cutanei. Spesso i tumori cutanei iniziano con la formazione delle cheratosi solari, piccole lesioni desquamanti, su una base arrossata, delle aree di cute fotoesposte (fronte, dorso del naso, cuoio capelluto nelle persone calve).
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