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San Donà di Piave, con la tomosintesi diagnosi precoce anche nelle donne più giovani

Il Sindaco Andrea Cereser: “Oggi investire in tecnologia è un dovere sia del pubblico sia del privato”

Il taglio del nastro rosa all'inaugurazione del nuovo mammografo
L’amministratore delegato Vincenzo Papes: “Puntiamo ad avere almeno una tomosintesi per provincia. È l’avanguardia nella lotta la tumore al seno”
 
 
Al Centro di Medicina di San Donà di Piave è arrivata la mammografia digitale 3D con tomosintesi, tecnologia oggi all’avanguardia nella diagnosi precoce del tumore al seno, attiva dal mese di settembre 2018 presso il Servizio di Radiologia e Senologia diagnostica della sede di via Trasimeno 2 (area commerciale Piave). La struttura dove collaborano 150 tra specialisti e fisioterapisti, con 30 dipendenti e numerose eccellenze come il Servizio di procreazione medicalmente assistita (PMA) del dottor Francesco Tomei, potenzia la Radiologia e soprattutto la Senologia diagnostica.
 
Oggi il taglio del nastro rosa che unisce questa iniziativa alle tante già in previsione a San Donà di Piave in vista dell’ottobre in rosa. “Di fronte alla ferocia della malattia è compito di tutti, istituzioni pubbliche e private, investire in tecnologia e professionalità – ha detto il sindaco Andrea Cereser - per dare il miglior servizio di diagnosi precoce possibile. Complimenti per questa importante iniziativa che accresce il valore della prevenzione e della salute nel nostro territorio”.  


 
Si tratta della 5^ apparecchiatura digitale con tomosintesi acquisita dal Gruppo Centro di Medicina (San Donà di Piave, Conegliano, Mestre, Padova e Treviso). Un'apparecchiatura dal costo di 200 mila euro, che migliora l'accuratezza nella diagnosi dei carcinomi alla mammella.
“Investiamo nella convinzione di poter diventare un riferimento dei pazienti veneti per la prevenzione – spiega Vincenzo Papes, amministratore delegato del Centro di medicina – con la consapevolezza che la diagnosi precoce sia l’unica via per salvare delle vite umane. Le apparecchiature tuttavia non bastano se non abbiamo equipe specializzate e dedicate, ma soprattutto la collaborazione delle pazienti. Per questo il nostro grazie va a quelle associazioni che si affiancano alle donne e le sostengono nel momento del bisogno”. 

   
 
Molte le associazioni presenti oggi. Tra queste l’ANDOS San Donà di Piave, con la presidente Antonella Pasquariello e diversi componenti della delegazione locale, le istruttrici della La Piave Nordic Walking Maria Rosa Brussolo, Stefania Lombardini e Cristina D’Antoni, e Patrizia Spezzotto dello Spezzotto Bike Team
 
Ad illustrare i plus della tomosintesi è intervenuto spiega il dottor Mauro Aniballi, radiologo-senologo responsabile del Servizio di Radiologia del Centro di medicina San Donà di Piave.
“La mammografia al momento è l’indagine diagnostica di routine più affidabile in fase preclinica quando i tumori sono piccoli, asintomatici. – spiega il dottor Mauro Aniballi, radiologo-senologo responsabile del Servizio di Radiologia del Centro di medicina San Donà di Piave - Come tutti gli esami purtroppo la mammografia non è infallibile e presenta dei limiti specialmente nei seni densi molto ricchi di ghiandola in cui le strutture sovrapponendosi tra loro mascherano i noduli eventualmente presenti. Grazie alla tomosintesi è possibile un’analisi più accurata e una riduzione dei falsi negativi”.  
 
Nella mammografia tradizionale anche digitale il seno viene rappresentato da una o più immagini in due dimensioni di tutto il volume del seno, pertanto le sue strutture costituenti sono sovrapposte e le immagini ottenute non sono una fedele rappresentazione dell'anatomia del seno perché risentono degli artefatti da sommazione, particolarmente penalizzanti nei seni "densi" ricchi di ghiandola.  “Con la Tomosintesi, vengono acquisite numerose immagini con diversa angolazione durante il movimento ad arco del tubo e quindi elaborate con algoritmi simili a quelli della TC e come in TC vengono prodotte una serie di immagini, da 35 a 55, in ragione dello spessore del seno, che rappresentano la suddivisione in strati  molto sottili di tutto il volume del seno . – aggiunge il dottor Mauro Aniballi, radiologo-senologo responsabile del Servizio di Radiologia del Centro di medicina San Donà di Piave - Le immagini ottenute prive di sovrapposizioni sono molto più fedeli all'anatomia  e consentono un significativo incremento dell'accuratezza diagnostica, stimata complessivamente in un 15%, migliora l'identificazione delle lesioni sospette e di quelle benigne riducendo le biopsie inutili; ma è particolarmente efficace nei seni "densi" ricchi di ghiandola più frequenti nelle donne giovani e di più difficile interpretazione”. 
 
Durante la vita, 1 donna su 8 rischia di ammalarsi, con una incidenza che aumenta dai 40 anni in su. In Veneto le diagnosi stimate di nuovi casi di tumore nel 2017 sono state 31.750 (16.550 uomini e 15.200 donne), di cui 4.450 di tumore al seno. A fronte di questo il Veneto è una regione virtuosa per l’adesione ai programmi di screening. La sopravvivenza delle donne  che si ammalano per neoplasia, a 5 anni è del 66,3%, contro una media nazionale del 63%. Nel 2016 l'adesione ai test delle donne venete per la prevenzione del tumore alla mammella, è stata  del 64%  contro la media nazionale del 44% *.  
 “Negli ultimi anni si registra un incremento del rischio nella fascia 35-40. Per questo stiamo investendo in tecnologie sempre più all’avanguardia e nel migliore personale medico per dotare almeno ognuna delle nostre sedi per provincia di un mammografo con tomosintesi. – conclude l’A.D. del Gruppo Centro di Medicina Vincenzo Papes – A breve arriveremo a dotare tutte le province dove siamo presenti di questa nuova apparecchiatura, per essere a livello regionale un valido partner del servizio sanitario nazionale nella impegnativa lotta al tumore al seno”.  

 
 * Questi e altri significativi dati sono contenuti nel volume “I numeri del cancro in Italia 2017” realizzato dall’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) e dalla Fondazione AIOM, una vera e propria fotografia dell’”universo cancro” in tempo reale. 
 
Fonte: comunicato stampa Centro di medicina, Settembre 2018
 
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