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Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno 

Dott. Paolo Agostini - Ortorinolaringoiatra
Dott. Paolo AGOSTINI
 06 Gennaio 2019

Sindrome delle apnee ostruttive nel sonno 

Si tratta di norma di una patologia cronica (continua), che disturba il riposo notturno.

L’OSA è un disturbo relativamente comune, in cui la respirazione del paziente si interrompe una o più volte, oppure rallenta eccessivamente, durante il sonno

Le pause possono durare da pochi secondi ad alcuni minuti e la respirazione riprende poi regolarmente accompagnata, in alcuni casi, da un sonoro russare.

 

Cosa succede al nostro organismo se si soffre di OSA?

Quando la respirazione si interrompe il paziente passa da un sonno profondo ad un sonno più leggero od al risveglio. La qualità del sonno è pertanto molto scarsa e per questo motivo ci si sente stanchi durante il giorno con episodi di addormentamento. 

Esiste una classificazione internazionale dei disturbi del sonno che include 95 differenti diagnosi che possono causare alterazione del sonno fra cui le OSA. Queste, a loro volta, possono essere distinte in OSA in età pediatrica ed OSA negli adulti e costituiscono la seconda malattia, in ordine di frequenza per quanto riguarda i disturbi respiratori, superata solo dall’asma.

 

È un disturbo comune l’OSA?

Le OSA possono interessare ogni gruppo di età. Approssimativamente interessano dal 3 al 5% dei maschi adulti ed il 5% delle donne, ma dopo la menopausa la percentuale sale.

 

Come si esegue la diagnosi di OSA?

È essenziale un’accurata anamnesi: eventuali OSA in familiari, pregressi trattamenti chirurgici (tonsillectomia ed adenotonsillectomia in età pediatrica, pregressi interventi per la stessa patologia), uso di alcool o sostanze miorilassanti, la valutazione del BMI (body mass index), in caso di sovrappeso, e una valutazione cardiovascolare, in quanto la presenza di patologia cardiaca rende più urgente instaurare una adeguata terapia.

È inoltre indispensabile considerare la professione del paziente poiché questa patologia, in alcune professioni (autotrasportatori), può costituire un’emergenza.
 

 

Esistono indagini strumentali oltre a quelle sovracitate?

Sì, ce ne sono diversi. 

Il paziente verrà sottoposto ad una fibrolaringoscopia valutando attentamente le vie aeree superiori, valutazione che viene poi completata da una teleradiografia del cranio per osservare alterazioni craniofacciali predisponenti. L’esame più importante per una corretta diagnosi è la polisonnografia od il monitoraggio cardiorespiratorio. La prima viene eseguita solo in casi selezionati nei centri con laboratorio del sonno mentre la seconda può essere eseguita a casa del paziente, I due esami differiscono in quanto nel primo viene eseguito un EEG ed è pertanto possibile correlare gli episodi di apnea notturna alle varie fasi del sonno. Con la PSG od  il MCR possiamo registrare il numero di apnee ipoapnee (indice di apnee – ipoapnee  AHI) durante il periodo di sonno:

· apnee lievi da 5 a 15;

· moderate da 15 a 30;

· severe oltre 30.

Con questo esame possiamo poi eseguire una Sleep Endoscopy, un esame che viene eseguito con assistenza anestesiologica, inducendo un sonno farmacologico.

In questo modo è possibile valutare in endoscopia quali aree delle vie respiratorie si riducono negli episodi di apnea. Durante l’esame si può anche applicare un avanzatore mandibolare (MAD) che permette spingendo in avanti la mandibola, di aumentare lo spazio fra base lingua e parete faringea.

 

Qual è la terapia dell’OSA?

Tenete presente che la terapia chirurgica può essere utile in circa il 4,8% dei casi.

La terapia più importante resta però la CPAP, una mascherina che indossata durante il sonno apre le vie respiratorie.

Approcci terapeutici secondari, ma che possono dare beneficio sono gli avanzatori mandibolari ed i supporti dietologici per la riduzione del peso corporeo.
 

Quanto influiscono sulle performance dello sportivo?

La perfomance è assicurata essenzialmente da 3 fattori:

· alimentazione;

· allenamento;

· sonno.

È pertanto Intuitivo come senza un sonno ristoratore l’atleta non possa rendere al massimo.











 

Consigli

Voglio sottollineare  che per risolvere questa patologia sia essenziale la collaborazione fra molti specialisti (ORL, Pneulologo, Chirurgo maxillo facciale, Neurologo).

Posso dire come sia importante valutare questa patologia sin dall’età pediatrica poichè, visto che le OSA causano un danno tissutale spesso irreversibile (agendo sul collagene), si deve intervenire precocemente per evitare di avere dei problemi importanti da adulti.

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