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SPORT NEL TEMPO LIBERO: PRIMA “ASCOLTA” IL CUORE

Dott Totò Giujusa - Cardiologo
Dott. Totò GIUJUSA
 02 Ottobre 2012

L’elettrocardiogramma misura le potenzialità della persona e consente di fare sport in sicurezza e serenità


“Svolgere attività fisica nel tempo libero, fa bene al nostro organismo ma deve essere commisurata ai limiti della persona. Per questo, mutuando la prassi dall’idoneità sportiva agonistica, ritengo che un elettrocardiogramma a riposo ed uno sotto sforzo siano raccomandati a tutti coloro che, a più di 40 anni d’età, intendono svolgere attività sportiva nel tempo libero”.
Lo sostiene il cardiologo Totò Giujusa che aggiunge “soprattutto in questa stagione siamo invitati a praticare attività fisica, la corsetta serale, la maratona di beneficenza, la biciclettata con gli amici, che spesso riaccendono la voglia di competizione. È quindi raccomandata una verifica attenta dello stato di salute del proprio cuore, abbinata ad una attività fisica preparatoria”.
Quali rischi si corrono? Chi non sa di avere la pressione arteriosa alta, se si cimenta all’improvviso in un esercizio fisico molto strenuo, soprattutto se di tipo isometrico (canottaggio, tennis, calcetto, sport che comportano scatti rapidi), può subire bruschi innalzamenti di pressione, con conseguenze a livello cardiaco (rischio di ischemia cardiaca o di scompenso) e a livello cerebrale (ictus).
È molto importante conoscere i fattori di rischio cardiovascolare che, oltre al sovrappeso ed alla pressione alta, sono la fa- miliarità, il fumo di sigaretta e soprattutto il diabete. Avere qualcuno di questi fattori, pur non avendo mai sofferto di malattie cardiovascolari conclamate, può comportare rischi potenziali nell’intraprendere un’attività.
Come consiglia di approciarsi dopo lunghi periodi di inattività’? È necessario impostare un programma di allenamento graduale e assicurarsi che il sistema cardiovascolare sia in grado di sopportare gli aumenti di portata circolatoria che l’attività fisica comporta.
C’è un modo per misurare la propria capacità fisica in relazione all’età? Un metodo empirico colloca la soglia dell’attività fisica aerobica intorno al 75% della frequenza cardiaca massima teorica, che può essere calcolata con la formula “220 meno l’età”. Ad esempio, un individuo di 50 anni può raggiungere una frequenza cardiaca massima di 170 battiti al minuto. Fisiologicamente con l’aumentare dell’età si riducono le prestazioni del sistema cardiovascolare. Ma questo non è l’unico parametro da considerare. Un altro importante indicatore è l’indice di massa corporea (BMI), che ci dà l’idea di qual è la percentuale di massa grassa rispetto alla massa muscolare. Per cui un cinquantenne con un BMI molto elevato può avere più difficoltà ad intraprendere l’attività fisica rispetto ad un 70enne costituzionalmente più magro.
Che tipo di attività preparatorie consiglia? L’attività fisica, allenante per il sistema cardiovascolare, è configurabile come un esercizio che duri per 45 minuti ad una frequenza cardiaca intorno al 65-70% della massima teorica, ripetuto almeno 3-4 volte la settimana e per una durata di almeno due mesi. Quindi, rifacendomi all’esempio della persona di 50anni, amante della bicicletta, che si volesse preparare per una gara amatoriale, il consiglio, prima di affrontare salite impegnative, è di allenarsi mantenendo una frequenza cardiaca di 125-130 battiti al minuto, misurandola con un cardiofrequenzimetro.

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