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Tiroide, Iodio, Mare

Dott. Pietro Gasparoni - Endocrinologo
Dott. Pietro GASPARONI
 16 Agosto 2016

Tiroide, Iodio, Mare

Certo che esiste un collegamento tra mare e salute, anche della tiroide, ma (sorpresa) non è l'aria carica di iodio a fare la differenza.

Vi sono molti luoghi comuni che riguardano la tiroide, i suoi effetti sull’organismo e la sua variabile funzione a seconda delle stagioni. Una delle opinioni più diffuse e ricorrenti è il beneficio del mare sull’attività e il volume della ghiandola e sulla salute di pazienti affetti da malattie della tiroide. È opinione, talora non solo del paziente, ma anche di medici che in alcune patologie (ipertiroidismo) il mare sia controindicato. Proviamo a chiederci se le informazioni sono veritiere.


La relazione tra iodio e tiroide

La tiroide è una piccola ghiandola posta alla base del collo. Condiziona il corretto utilizzo energetico dei nostri organi. Manda a tal fine ad ogni cellula un messaggio (tiroxina - ormone tiroideo) che è la chiave di comando dei meccanismi di consumo calorico cellulare. La sua alterata produzione, causata da varie patologie, condiziona crescita, sviluppo e funzionamento di organi ed apparati. L’elemento essenziale, la materia prima per la produzione dell’ormone tiroideo, è lo iodio, che noi ricaviamo dai cibi.
 

Metabolismo dello iodio

Lo iodio viene assorbito nel tratto gastroenterico, passa nel sangue e viene captato dalla tiroide che lo utilizza per produrre la tiroxina (chiamata T4 perché costituita da 4 atomi). La tiroxina viene poi riversata nel sangue, perde un atomo e diventa triiodotironina (T3) che è l’ormone maggiormente attivo. Lo iodio, presente anche nel suolo, nel corso dei millenni e delle ere geologiche, a seguito della dissoluzione dei ghiacciai e a causa delle piogge, è stato trasportato attraverso i fiumi nel mare, da cui evapora per poi passare nell’atmosfera con conseguente ricaduta a terra con le piogge.


Il ciclo dello iodio

È questo il ciclo dello iodio (mare – aria – suolo). La sua scarsità nell’ambiente è causa di malattie della tiroide come la formazioni di nodi (gozzo) e in caso di grave carenza, di ipotiroidismo. Queste patologie sono diffuse in 2/3 del mondo ed erano presenti soprattutto nel passato. In particolare le donne appartenenti ad aree isolate di montagna, in cui le acque sono povere di iodio ed esisteva un ciclo alimentare strettamente locale, presentavano enormi gozzi ed erano frequenti i casi di bambini con scarso sviluppo staturale e psichico per ipotiroidismo materno-fetale da carenza di iodio.

La possibilità attuale di un’alimentazione variata e da diverse provenienze geografiche ha fatto scomparire nel mondo occidentale il cretinismo endemico. È frequente ancora la presenza di gozzo legata ad un intreccio di modesta carenza ed aspetti costituzionali-genetici.
 

Quanto iodio mi serve?

L’introduzione ottimale di iodio è di circa 150 microgrammi al giorno, assicurato da una alimentazione variata e dall’apporto di sale, consigliabile quello marino integrale (in commercio vi sono anche il marino raffinato e quello iodato) che viene assorbito nel tratto gastrointestinale.

Non è pertanto lo iodio che evapora dal mare la fonte dell’approvvigionamento.
 

L’opinione del medico

Il mare, il sole, il riposo, l’aria ricca di ossigeno, la vacanza sono sicuramente salutari. È possibile peraltro che durante una vacanza al mare si mangi maggiore quantità di pesce o di molluschi ricchi di iodio e si utilizzino frutta e verdure locali che contengono maggiori quantità dell’elemento. A nessun paziente affetto da patologia tiroidea è sconsigliabile il mare: generalmente, la vacanza è un’ottima terapia per qualsiasi malattia.
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Generalmente conosciuto come una patologia femminile, l'ipotiroidismo riguarda invece anche il sesso maschile, pur con sintomi meno severi.
 
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