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Tumore ovarico, buone notizie dai test su Olaparib

Presentati i dati più recenti su Olaparib, che confermano l'estrema efficacia del farmaco nella terapia del carcinoma ovarico con mutazione BRCA.

Tumore ovarico, buone notizie dai test su Olaparib
Un notevole passo avanti nella lotta al carcinoma ovarico: è la buona notizia che arriva da Washington, dove è in corso il Congresso SGO (Society of Gynecologic Oncology) in cui sono stati presentati i più recenti esiti dello studio sul farmaco Olaparib, disponibile per le pazienti italiane dal 2016. AstraZeneca parla di un notevole miglioramento in termini di sopravvivenza libera da progressione nelle pazienti con carcinoma ovarico con mutazione BRCA, evidenziato nei dati dello studio di fase III SOLO2 che sono stati presentati proprio in questi giorni.

I dati dello studio di fase III SOLO2 presentati durante il congresso annuale della Società di Ginecologia Oncologica avvalorano i risultati dello studio registrativo 19, confermando l’efficacia di olaparib nelle pazienti con tumore ovarico ad alto grado sieroso e mutazione BRCA” afferma il Prof. Sandro Pignata, Direttore reparto Uro-Ginecologico Istituto dei Tumori Pascale Napoli “L’endpoint primario dello studio viene confermato dall’analisi centralizzata della sopravvivenza libera da progressione, che mostra un dato senza precedenti di 30.2 mesi. Altri dati significativi riguardano il beneficio prolungato nel tempo, un buon profilo di tollerabilità - in particolare un basso tasso di trombocitopenia (13,8% [grado ≥3, 1,0%]) -, e la qualità di vita. L’insieme di questi dati estremamente positivi dimostra ancora una volta l’importanza di mettere a disposizione delle pazienti BRCA mutate una terapia mirata come olaparib”. 

L’efficacia di Olaparib era stata approvata dalla Commissione Europea nel 2014, sulla base della fase precedente del trial clinico, che aveva valutato l’efficacia e sicurezza del prodotto confrontato con placebo.

Lo sviluppo di un trattamento mirato come Olaparib” dichiarava al tempo Nicoletta Colombo, direttore del Programma di Ginecologia Oncologica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano “è un ottimo esempio di ricerca pionieristica tradotta in una terapia che ha il potenziale di trasformare la vita delle pazienti”.

Oggi, la conferma: Olaparib è in grado di ridurre il rischio di progressione della malattia del 70%, con un'elevata sopravvivenza libera da progressione. 

Siamo estremamente lieti di affermare che i dati dello studio SOLO2 offrono un importante contributo nel trattamento del tumore ovarico, dimostrando un enorme vantaggio statisticamente e clinicamente significativo in termini di sopravvivenza libera da progressione” conclude Vincenzo Palermo, Vice President Business Unit Oncologia di AstraZeneca Italia. “I dati degli endpoint secondari dimostrano inoltre che il beneficio portato da olaparib è prolungato nel tempo e va ben oltre la progressione di malattia”.
 
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