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Valentina Acciardi: sono davvero diversa da te?

Aveva una vita bellissima, poi un incidente l'ha privata del suo braccio destro. Al Grande Fratello ha voluto raccontare la bellezza della sua vita 'in salita'.

Valentina Acciardi: sono davvero diversa da te?
Valentina Acciardi era una miss da sfilate e party mondani quando, l’11 ottobre 2003, un incidente dopo una serata in discoteca le causò l’amputazione del braccio destro e mesi di ricovero in ospedale. L’11 ottobre 2013, a dieci anni esatti dall’incidente come se fosse destino, la decisione di partecipare al Grande Fratello per far sapere a tutti che “l’invalidità non deve essere invalidante”. Nel 2014, Mondadori ha pubblicato “Mi riprendo la vita con una mano sola”, il libro in cui racconta la forza di scoprire una nuova vita con il sorriso.

L'abbiamo incontrata al Centro di medicina Treviso, dove spesso si reca per una rete di amicizie che la lega alla città, e l'abbiamo intervistata per Medicina Moderna n. 26, scoprendo una persona solare, positiva e disponibile. Di seguito, risponde alle nostre curiosità sulla sua partecipazione al Grande Fratello. 

Valentina Acciardi al Grande Fratello
In questa foto: Valentina Acciardi all'epoca della partecipazione al Grande Fratello
Nelle altre foto: Valentina Acciardi oggi


Come mai hai scelto di partecipare al Grande Fratello? 

Valentina Acciardi nella palestra riabilitativa del Centro di medicina TrevisoNon sono stata io a interessarmi al Grande Fratello, non cercavo quel tipo di notorietà. È successo tutto perché quell'anno molti partecipanti vennero scelti in mezzo alla gente. Io semplicemente stavo passeggiando in un centro commerciale e sono stata fermata dai selezionatori GF. Io all'inizio non me la sentivo, ero parecchio titubante. Loro però hanno continuato a cercarmi, finché mi hanno proposto di andare ugualmente a Roma per un incontro. 

Il giorno stabilito per l'appuntamento era l'11 ottobre 2013. Stesso giorno del mio incidente, esattamente 10 anni dopo. Diciamo che a quel punto non me la sono sentita di dire no, mi è sembrato quasi un segno del destino: ho pensato ai lati positivi che questa esperienza poteva avere, mi sono confrontata con la mia famiglia e il mio fidanzato di allora (si stavano per sposare, ndr), e sono andata. Ho scelto di partecipare perché ho pensato che, così, il mio messaggio avrebbe potuto raggiungere più persone

L'unica mia richiesta è stata di non mostrare immagini esplicite di manipolazione della protesi o di me senza protesi, che sarebbero state irrilevanti per il contesto e che avrebbero avuto l'unico scopo di spettacolizzare un momento privato. Si è trattato di una scelta precisa.
 

la fisioterapista illustra a Valentina Acciardi i movimenti corretti della spalla

Come si fa a parlare di “diversità” in televisione, senza rischiare facili sensazionalismi?

Io ci ho provato mostrando me stessa, presentandomi per quella che sono e parlando apertamente di alcuni temi che spesso, per pudore o altro, non vengono affrontati in contesti simili. Non mi piace, se devo dire la sincera verità, il modo in cui ancora si parla di quella a cui ci riferiamo come “diversità”, che sia essa intesa come omosessualità, disabilità o altro. 

E poi diversi da cosa? È questo che ho cercato di trasmettere, facendo il Grande Fratello: sono davvero diversa da te, nel momento in cui ti dimentichi della mia condizione e riesci a entrare realmente in contatto con me? È questo che accade quando un “normodotato” si trova di fronte a una persona come me. Spesso, in prima battuta, tende a fare molta attenzione a gesti e parole. Sta a me farlo sentire accolto, fargli comprendere che non c'è un modo giusto o sbagliato di comportarsi. Quelle barriere che ancora esistono, possiamo noi stessi aiutare ad abbatterle.
 


E nel tuo futuro, cosa vedi?

una bella immagine di Valentina Acciardi sorridente in una pausa dalla sessione alla Leg Press
Vorrei diventare mamma. Questo è sicuramente il mio sogno più grande. Purtroppo, però, al momento mi manca la materia prima [ride]. Il rapporto con gli uomini dopo l'incidente è stato probabilmente più difficile per me che per loro: il mio aspetto esteriore rimaneva lo stesso per loro, ma io sentivo di appartenere ad un mondo più profondo e complesso. Nessuno si è mai tirato indietro, di fronte alla mia condizione, al contrario tendevano ad essere più premurosi con me. Questo, però, non è più sufficiente per la persona che sono oggi: l'uomo che vorrei come padre dei miei figli non è un semplice “procreatore” ma qualcuno con cui condividere un percorso di vita.

E spesso, purtroppo, vedo nelle persone un approccio superficiale ai problemi: non potrei mai stare con un uomo che, a causa di una multa o di un graffio alla macchina, si infastidisce al punto da rovinare un weekend. Se questo è il modo di reagire a una sciocchezza del genere, come potrebbe affrontare le difficoltà più gravi che la vita a volte ci riserva? Io voglio un uomo solido, uno con i piedi per terra.

Nel mio percorso personale, ho conosciuto persone e famiglie di un livello umano incredibile, che sanno vedere i problemi da un'angolazione speciale. Non potrei mai accontentarmi di fare un figlio tanto per fare, con una persona che non sappia dare il giusto valore alle cose.

La vita è così bella, e troppi non si rendono conto della fortuna che hanno. Le cose davvero importanti? Godersi la vita, una pizza, un tramonto sul mare.
 
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