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Sindrome del tunnel cubitale: l'intervento di liberazione del nervo ulnare

Sindrome del tunnel cubitale: l'intervento di liberazione del nervo ulnare

La sindrome del tunnel cubitale causa dolore al gomito e formicolio alle dita della mano, ma si può risolvere con un intervento chirurgico che elimina le compressioni che bloccano il nervo.

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La sindrome del tunnel cubitale o intrappolamento del nervo ulnare nel suo passaggio nella doccia epitrocleo-olecranica del gomito, è causata dalla compressione o trazione del nervo ulnare nel suo decorso.

1 Quali sono i principali sintomi della sindrome del tunnel cubitale?

I sintomi comprendono oltre a dolore diretto al gomito anche algie e parestesie (i cosiddetti “formicolii”) che possono comparire su tutta la distribuzione del nervo ulnare e che si localizzano, quindi, all’avambraccio, ma soprattutto al 4° e 5° dito della mano.

2 Da cosa è causata?

Le cause di questa patologie sono solitamente delle compressioni che possono essere delle “lacinie”, cioè delle stringhe di natura cicatriziale, che avvolgono e stringono uno o più tratti del nervo. Oppure ci possono essere delle deformità ossee di natura artrosica o post-traumatiche che comprimono il nervo nel suo decorso e talvolta lo deviano.

3 Qual è la terapia iniziale?

Il primo passo è ricorrere a cure farmacologiche, l'utilizzo di tutori o sottoporsi a terapie fisiche come laserterapia o Tecarterapia. Al fallimento delle procedure incruente, si prende in considerazione il trattamento chirurgico con il quale si ottiene la liberazione e lo sbrigliamento del nervo.

4 In cosa consiste l’intervento chirurgico?

La procedura prevede l’esecuzione di un’anestesia periferica, cosiddetta di plesso, con la quale viene anestetizzato tutto l’arto superiore da operare. In alternativa, in alcuni casi particolari, si può procedere con un'anestesia generale. Il paziente è posizionato sul letto operatorio in posizione supina con il braccio da operare posto su un tavolino. Si applica un laccio alla radice dell’arto così da operare in campo esangue.

Dopo la preparazione del campo chirurgico sterile, si esegue un’incisione cutanea di circa 10 cm in corrispondenza della regione di passaggio del nervo nella parte interna del gomito. Quindi con estrema delicatezza si procede all’identificazione e alla liberazione del nervo ulnare dalle compressioni che lo danneggiano nel suo decorso e che spesso ne creano anche visivamente delle deformità, delle strozzature, cosiddette a “clessidra”.

E nei casi particolarmente gravi, come si procede?

Talvolta, in casi altamente selezionati (grave deformità della doccia epitrocleo-olecranica post-traumatica o severe deformità dovute all'artrosi), dopo la liberazione completa del nervo sia prossimalmente in direzione del braccio sia distalmente verso l’avambraccio, si può procedere alla sua “trasposizione”, ossia lo si sposta definitivamente dalla sua sede anatomica naturale e lo si inserisce in una ”tasca” creata dal chirurgo nei tessuti molli circostanti, anteriormente all’epitroclea, che è la porzione ossea sporgente, che si può palpare comunemente nella regione interna del gomito.

In questo caso al momento della dimissione il paziente sarà esaurientemente informato della presenza del nervo in una zona differente da quella occupata prima dell’intervento e che per questo motivo può risultare più esposto ai traumi rispetto alla sede naturale pre intervento.

5 Come si conclude l’intervento?

Ultimata la procedura di liberazione del nervo (“neurolisi”) e dell’eventuale trasposizione, si può passare alle fasi finali dell’intervento che comprendono inizialmente la sutura blanda dei piani tissutali soprastanti il nervo, facendo attenzione a non mettere in tensione eccessiva i tessuti per evitare successive compressioni del nervo. Infine si procede, come ultimo atto, alla sutura della cute. A intervento finito, dopo la medicazione, si applica un tutore che immobilizza il gomito a circa 90° e che sarà mantenuto per quasi 2 settimane. Dopo tale periodo il tutore verrà rimosso, si asporterà la sutura cutanea e il paziente dovrà cominciare il periodo di riabilitazione per il recupero completo dei movimenti del gomito.

Vediamo a questo punto quali possono essere le possibili eventuali complicanze correlate all’intervento di neurolisi del nervo ulnare. Oltre alle comuni complicanze di un intervento chirurgico, quali infezioni del sito operatorio, la mancata cicatrizzazione di parte della ferita chirurgica (“deiscenza”) e che talvolta può comportare un successivo intervento di revisione chirurgica della ferita, lesioni vascolari, si possono verificare delle complicanze specifiche per la tipologia di intervento, quali ad esempio l’aumento delle parestesie al 4° e 5° dito della mano dovuto ai movimenti di spostamento del nervo che vengono effettuati durante le operazioni di “sbrigliamento”.

Si possono creare delle lesioni del nervo per l’eccessiva trazione sullo stesso durante i movimenti di liberazione ed eventuale trasposizione. Talvolta si può verificare l’accidentale lesione dei rami collaterali del nervo e comportano l'insorgenza di aree di anestesia cutanea del gomito. Il risultato dell'intervento è quasi immediato in quanto, appena l'anestesia sarà regredita, il paziente avverte la scomparsa o comunque la notevole diminuzione della sintomatologia dolorosa e dei formicolii.Per quanto riguarda le possibili recidive queste quasi nulle.

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Dott. Luca Londei Dott. Luca Londei
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