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Cosa fare quando punge la medusa

La soluzione più nota è trattare le punture di meduse con l’urina: verità o falso mito estivo?

Medusa rosa con evidenti tentacoli che fluttua nel mare.
Oltre ad essere una pratica igienicamente discutibile, non è neanche vero che sia così efficace! 

Sono indubbiamente creature affascinanti le meduse: trasparenti, colorate e prive di scheletro.
Leggiadre danzatrici del mare non lo si direbbe mai che solo sfiorandole possano fare così male. E invece è proprio una delle loro peculiarità. 
I tentacoli di questi animali gelatinosi, sono infatti coperti da migliaia di cellule chiamate nematocisti dotati a loro volta di un peduncolo sensoriale con il liquido urticante e un filamento attorcigliato. Quando lo cnidociglio viene toccato, la pressione della capsula aumenta e il filamento scatta come una molla verso l’esterno, penetrando nella pelle e infondendovi il veleno. È una delle reazioni meccaniche più veloci del mondo animale… 
La reazione sulla pelle, è quella che si ha quando ci si ustiona: forte bruciore, pelle irritata che presenta talvolta comparsa di vescicole. 

Quindi, cosa fare quando punge la medusa per calmare l’infiammazione e il dolore? 

Analizziamo innanzitutto la relazione tra le punture di meduse meduse e l’urina sulla parte lesa. Si tratta in realtà di una pratica discutibile, che inizialmente dà una vera sensazione di sollievo, ma che si rivela presto controproducente: l’ammoniaca contenuta infatti nell’urina va ad irritare ulteriormente la pelle generando un fastidio ancor maggiore.
Come agire allora? 

Per prima cosa vanno eliminati i nematocisti e per farlo sarà sufficiente lavare accuratamente la pelle irritata con l’acqua di mare. Successivamente, può essere un valido aiuto fare un impacco di ghiaccio, acqua e bicarbonato o aceto di vino: rallenta la diffusione del veleno e funziona da antidolorifico. Analgesici (orali o topici) vanno assunti solo nel caso in cui la bruciatura sia particolarmente estesa quindi fastidiosa. 

Attenzione: nel caso in cui si avvertissero altri sintomi più gravi, come sudorazione, confusione, vertigini, difficoltà nella respirazione, mal di testa, nausea, vomito ed eruzione cutanea, è meglio allertare prontamente il 118 e affidarsi a mani esperte per evitare uno shock anafilattico. 


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