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Disordini tricologici infantili: mio figlio perde capelli!

Dott.ssa Irene Ravinetti Zanetti - Dermatologa a Oderzo
Dott.ssa Irene RAVINETTI ZANETTI
 04 Gennaio 2019

Disordini tricologici infantili: mio figlio perde capelli!

La perdita di capelli in età pediatrica è molto più frequente di quanto si pensi.

Quello della caduta dei capelli sembrerebbe un problema legato all’età adulta, ma in realtà  l’alopecia colpisce anche l’età pediatrica, con una casistica molto più frequente di quanto si pensi. Visto il disagio psicologico che ne può derivare, una diagnosi e un trattamento precoce sono particolarmente importanti. 

 

Possiamo parlare di alopecia infantile? 

Bisogna distinguere una caduta fisiologica, ovvero normale, da quella patologica. Per fare ciò è opportuno ricordare che il ciclo di vita del capello è costituito da 3 fasi: anagen (crescita attiva), catagen (blocco della crescita e involuzione) e telogen (fase di quiescenza in cui il capello resta ancora attaccato per due-tre mesi prima di cadere). Inizialmente, i capelli si trovano tutti nella medesima fase, cioè il loro ciclo di vita è sincronizzato: è quindi normale assistere a due onde consecutive di crescita e caduta. Il primo fattore distintivo tra caduta fisiologica e patologica è pertanto la tempistica della caduta. Verso la fine del primo anno di vita la crescita dei capelli diventa asincrona e normalmente, il 90% dei follicoli è in anagen, l’1-3% in catagen e il 5-10% in telogen. Una caduta quotidiana di 50-150 capelli si può considerare normale, in quanto i numero dei capelli persi equivale più o meno al numero dei follicoli che entrano in anagen. Quindi il secondo fattore che deve preoccupare è un gran numero di capelli persi. 

Il terzo fattore che ci può aiutare a distinguere una caduta normale da una patologica è la distribuzione della caduta: un diradamento a chiazze è quasi sempre patologico. Un altro motivo che deve destare attenzione è un’alopecia congenita, cioè presente alla nascita, poiché in alcuni rari casi può essere parte di una sindrome. 

In questi casi consiglio la valutazione da parte di uno specialista dermatologo.  

 

Quali sono le cause?

Tralasciando le più rare forme congenite, cause comuni di alopecia in età pediatrica e adolescenziale sono disordini del sistema immunitario, che provocano l’alopecia areata, agenti infettivi fungini, responsabili della tinea capitis, fattori ormonali, che possono dare origine all’alopecia androgenetica, cause traumatiche, come l’alopecia da trazione e la tricotillomania e, più raramente, alterazioni del ciclo di vita del capello responsabili del telogen effluvium.

 

Come possiamo distinguere una causa psicosomatica da una clinica? 

Un’anamnesi personale e familiare accurata con particolare attenzione ad abitudini alimentari, esposizioni ambientali, sistema immunitario ed endocrino, eventualmente supportata da esami ematochimici, è fondamentale. L’esame obiettivo non si deve limitare al cuoio capelluto, ma deve considerare anche ciglia, sopracciglia, unghie, denti e cute in generale. Il coinvolgimento di determinate zone spesso può essere suggestivo. Importantissima è anche la tricoscopia, che è un esame non invasivo che consiste nella visualizzazione tramite un dermatoscopio dei follicoli e permette in molti casi di stabilire la causa dell’alopecia. 
 


 

Quali sono le terapie, la guarigione è definitiva?

Purtroppo sia le forme congenite che acquisite possono in alcuni rari casi essere irreversibili se il follicolo pilifero viene distrutto e rimpiazzato da tessuto cicatriziale. In alcuni di questi casi, è importante che la diagnosi e l’eventuale trattamento, che differisce a seconda dell’eziologia, siano tempestivi. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi di alopecia infantile, i follicoli sono preservati, la risoluzione è spontanea e i capelli potranno ricrescere normalmente. 

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