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Disfunzione erettile: la soluzione c'è sempre

Dott. Massimo Capone - Urologo e Andrologo a Treviso
Dott. Massimo CAPONE
 14 Gennaio 2019

Disfunzione erettile: la soluzione c'è sempre

L’impianto di una protesi peniena consente riabilitazione sessuale del paziente affetto da disfunzione erettile grave nei casi non responsivi alla terapia orale e locale.

La disfunzione erettile è la persistente o ricorrente incapacità di ottenere o mantenere un’erezione tale da consentire rapporti sessuali soddisfacenti; si stima che in Italia, il 13% degli uomini, ossia circa 3 milioni, siano affetto da una qualche forma di disfunzione erettile. 

 

Quali sono le cause della disfunzione erettile?

L’incidenza di disfunzione erettile aumenta con l’età, superando il 50% nei pazienti oltre i 70 anni; in alcune categorie di pazienti come i fumatori ed i diabetici queste percentuali aumentano ulteriormente poiché aumentano i fattori di rischio che sono alla base del disturbo; inoltre l’aumento degli interventi per la cura del carcinoma prostatico, nonostante l’utilizzo di tecniche di preservazione dei nervi deputati all’erezione, ha drammaticamente aumentato il numero di Pazienti, relativamente giovani, con disfunzione erettile grave.  All’aumentare dell’età, dei fattori di rischio e delle condizioni morbose favorenti la disfunzione erettile si riduce anche l’efficacia dei farmaci.
 

Entriamo nello specifico, ci spiega meglio cos’è la protesi peniena?

Le protesi peniene sono di due tipi: 

a) protesi a volume costante, caratterizzate da rigidità ottimale e affidabilità meccanica assoluta; il pene mantiene uno stato di attivazione permanente, che non induce disagio all’uomo al di fuori dell’attività sessuale essendo adattabile all’interno degli indumenti intimi;

b) protesi a volume variabile. La rigidità del pene è ottenuta azionando una piccola pompa nello scroto che sposta un liquido da un serbatoio posto a lato della vescica in due cilindri all’interno dei corpi cavernosi del pene generando l’erezione; al termine del rapporto i cilindri protesici sono svuotati sino al ciclo successivo.

La protesi peniena è completamente integrata all’interno delle strutture genitali del Paziente, pertanto non è visibile né riconoscibile dall’esterno ed ha esclusivamente la funzione di restituire all’uomo una rigidità dell’organo adatta alla penetrazione senza modificare il suo desiderio e il suo piacere sessuale.
 

L’effetto della protesi si può definire “naturale”? 

Il pene, in condizioni di flaccidità e d’erezione, ha un aspetto identico a quello dell’organo normale. Attualmente il 27% delle protesi sono impiantate per disfunzione erettile conseguente a chirurgia per il carcinoma prostatico; la disfunzione erettile conseguente a diabete mellito, a patologie vascolari, alla malattia di La Peyronie rende necessaria la protesi peniena nel 20, 18 e 10% dei casi rispettivamente. Possiamo affermare che l’impianto di una protesi peniena determina una soddisfazione nel Paziente e nella sua Partner molto elevata, generalmente superiore al 90% e comunque più alta, in percentuale, di qualunque altra terapia per la disfunzione erettile. Inoltre, gli studi scientifici ci dicono che non si modifica solo il suo appagamento sessuale ma la qualità della vita in generale subisce un sensibile miglioramento. 


 

Ci sono dei sono dei rischi per il Paziente che si sottopone ad un impianto protesico? E quanto è affidabile l’impianto protesico penieno? 

Più del 75% delle protesi peniene sono perfettamente funzionanti a distanza di 10 anni dall’intervento; I materiali costituenti le protesi non determinano rigetto da parte dell’organismo e la complicanza più temibile è rappresentata dall’infezione della protesi; i nuovi modelli protesici e le procedure di profilassi antibiotica hanno tuttavia abbassato il rischio di infezione al di sotto dell’1%.

L’impianto di una protesi peniena consente riabilitazione sessuale del Paziente affetto da disfunzione erettile grave nei casi non responsivi alla terapia orale e locale; l’impegno rappresentato dalla necessità di sottoporsi ad un intervento chirurgico è ampiamente compensato da livelli di soddisfazione per il Paziente e la Partner che non hanno eguali nel campo della terapia della disfunzione erettile.

 

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