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Quando tuo figlio non vive bene la scuola

Dott. Carlo Perissinotto – DSA e Dislessia a Treviso
Dott. Carlo PERISSINOTTO
 24 Marzo 2020

Quando tuo figlio non vive bene la scuola - Dott. Carlo Perissinotto

Brillanti, svegli e creativi, ma a scuola vanno in tilt: sono sempre di più i ragazzi che presentano disturbi specifici dell’apprendimento.

Quante volte, durante i colloqui con gli insegnanti ti hanno detto "non sta mai fermo", "è sempre distratto, non riesce a concentrarsi", "non si impegna abbastanza”, "è disordinatissimo e pasticcione”. E quante volte lo hai notato fin troppo chino sui quaderni, tanto da dirgli di raddrizzarsi per amore della sua povera schiena e della vista?

Ma se questi problemi, spesso riuniti sotto il nome di ‘DSA’, avessero un’origine e una soluzione reale che esula da mezzi compensativi o dispensativi? 
In tal senso è utile capire la differenza tra percezione e dispercezione. La percezione è il processo fisico che viene utilizzato dai nostri sensi per mandare informazioni al cervello. Se queste informazioni non vengono correttamente inviate dagli organi di senso, la decodifica cerebrale che ne segue penalizza il risultato cognitivo (lettura, scrittura, concentrazione, etc...) e posturale (comprese abilità motorie e precisione nei movimenti fini).
La dispercezione è la mancata taratura del nostro sistema propriocettivo, ovvero i nostri organi di senso (occhi, orecchie, lingua e piedi) non inviano messaggi coerenti al nostro cervello che fatica così a codificarli correttamente.

Come agire dunque?
Obiettivo primario è la ritaratura del sistema propriocettivo attraverso l’uso di occhiali con prismi percettivi attivi ed esercizi di riabilitazione propriocettiva. Quando un bambino salta le righe mentre legge o scrive male è perché i suoi occhi è come se fossero su "2 piani differenti".
Guarda lo stesso testo copiato prima con e poi senza prismi percettivi attivi! (figura 1).
Allo stesso modo, molte scoliosi possono dipendere in gran parte da errati comandi che vengono dati ai muscoli di collo e schiena (figura 2).


Perché un bambino legge bene e sta dritto ed uno ha difficoltà di lettura e "sta storto"?
Un altro concetto fondamentale è la differenza tra vista e visione. La vista è la capacità di ciascun occhio di vedere e si misura in diottrie. La visione comprende sia la vista sia la capacità dei due occhi di lavorare insieme in sincronia. I prismi percettivi attivi, applicati da soli o con altre correzioni visive, permettono di avere una migliore visione laterale ed una informazione visiva coordinata degli occhi.

E cosa c'entrano le orecchie in questo contesto?
Nell’orecchio sono compresi anche i canali semicircolari. Questi sono un’entrata primaria del sistema tonico posturale insieme alle informazioni sensoriali podaliche e visive e cooperano con queste al mantenimento della postura e dell’equilibrio soprattutto in condizioni dinamiche. In tal senso è necessario sentire bene, rieducando l'orecchio in presenza di eventuali iperacusie o disacusie. La rieducazione uditiva è un training rapido (si fa in 2 settimane) che può essere estremamente efficace sia per l’attenzione scolastica che per un corretto orientamento del nostro corpo nello spazio.

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Meglio parlare di trattamento o training educativo abilitativo. Il bimbo con DSA non deve recuperare ma acquisire processi cognitivi che non possiede.
Attraverso test specifici, lo specialista può stabilire se il bambino presenta disturbi dell'apprendimento e indicare una terapia efficace per stimolare modalità alternative di apprendimento.
Disturbi dell'apprendimento e posture scorrette: quale correlazione? Ne abbiamo parlato con il Dr. Perissinotto.
Difficoltà nei processi di lettura, scrittura o calcolo numerico possono rivelare una condizione di difficoltà nella gestione delle informazioni che rende complicato l'apprendimento attraverso metodi d'insegnamento tradizionali.
Poco conosciuta, nonostante l’ampiezza dei suoi campi d’azione, è un metodo terapeutico efficace nel trattamento del dolore, cronico e acuto, di diverse patologie.
 
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