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Embolizzazione dei fibromi uterini, quando sceglierla

Di: Dott.ssa Antonella AGNELLO

Embolizzazione dei fibromi uterini, quando sceglierla

Valida alternativa all'intervento chirurgico tradizionale quando la terapia medica non sia sufficiente, permette di conservare l'utero e non lascia cicatrici.

Diversi fattori influiscono sulla scelta del trattamento: la sintomatologia, l’età della paziente, l’eventuale desiderio di gravidanze e la presenza di altre patologie.

Il sintomo più frequente è la menometrorragia, cioè perdite ematiche abbondanti anche indipendentemente dal ciclo, specialmente in presenza di miomi sottomucosi e nel periodo premenopausale. Il sanguinamento anomalo uterino può portare a una forma di anemia cronica anche importante. Talvolta, il sospetto diagnostico viene posto proprio sulla base di sintomi quali pallore, palpitazioni, astenia, tachicardia e dispnea legati all’anemia.

Meno frequenti sono sensazione di peso pelvico, tensione e gonfiore addominale. Possono essere presenti sintomi da compressione di organi vicini in relazione alla localizzazione e alle dimensioni del fibroma.
 

Il trattamento dei fibromi asintomatici

Il trattamento dei fibromi deve essere personalizzato: i fibromi piccoli e asintomatici possono essere controllati con follow-up periodici. Le pazienti con miomi uterini e asintomatiche, soprattutto se prossime alla menopausa, sono tenute solitamente solo sotto controllo per valutare l’eventuale crescita dei miomi.
 

La terapia dei fibromi sintomatici

La terapia medica dovrebbe essere considerata come la terapia di prima linea per i miomi sintomatici, mentre quella chirurgica dovrebbe essere riservata solo a casi selezionati. Le terapie mediche più efficaci e più utilizzate sono:
• Antifibrinolitici
• Farmaci Anti-infiammatori Non Steroidei (FANS)
• Estroprogestinici
• Progestinici
• Danazolo.

Una novità nella terapia medica è il recente utilizzo di ulpristal acetato (Esmya ® cpr), che viene utilizzato o come trattamento preoperatorio o in taluni casi, data l’efficacia del nuovo farmaco nel ridurre le emorragie e il volume dei fibromi, senza intervento a seguire.
 

L'embolizzazione uterina per evitare l'intervento chirurgico

Altra tecnica che fa evitare l’intervento chirurgico è l’embolizzazione dei fibromi: rispetto alla terapia chirurgia tradizionale è sicuramente meno invasivo, permette di conservare l’utero e non lascia cicatrici. È una tecnica radiologica che priva i fibromi dell’apporto di sangue da cui traggono nutrimento per crescere, provocando una progressiva riduzione dei fibromi stessi ed un miglioramento dei sintomi. L’embolizzazione è indicata per tutti i tipi di fibroma tranne che per i fibromi sottosierosi peduncolati e non va eseguita se presenti altre importanti patologie ginecologiche.


Come avviene l'embolizzazione

L’embolizzazione viene eseguita in ambiente idoneo e consiste nell’introduzione di un microcatetere che dall’arteria femorale viene fatto avanzare fino alle arterie uterine sotto controllo radiografico. Vengono poi iniettate microparticelle di una sostanza inerte fino ad ostruire completamente i vasi sanguigni che alimentano i fibromi. Dopo si rimane in ospedale perché potrebbero comparire dolori pelvici, nausea, vomito, febbre. In un'alta percentuale dei casi l’embolizzazione determina una rapida scomparsa dei sintomi ed una progressiva involuzione dei fibromi. L’efficacia però varia nelle singole pazienti. Poche le complicazioni come ad esempio un ematoma nella zona della puntura d’ingresso all’inguine, l’espulsione per via vaginale dei fibromi embolizzati, amenorrea, l’infezione uterina.

L’embolizzazione delle arterie uterine è da considerarsi come una terapia alternativa per le pazienti in particolare con grandi fibromi sintomatici che presentano un rischio chirurgico elevato o per le pazienti che non accettano la terapia chirurgica tradizionale.
 

Quando scegliere la chirurgia tradizionale

Oggi, comunque, la chirurgia tende a essere sempre più conservativa; pertanto, ove possibile, la miomectomia dovrebbe essere preferita all’isterectomia. La terapia chirurgica dei fibromi uterini deve essere considerata nei seguenti casi:
sanguinamento uterino anomalo che non risponde alla terapia medica;
• alto sospetto di malignità.

L’approccio chirurgico è quanto mai vario: si va dall’accesso laparotomico a quello laparoscopico e dalla chirurgia vaginale a quella robotica e la scelta deve essere individualizzata in base al singolo caso e ai desideri della paziente.
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