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Alimentazione  

Esiste sul serio la fame nervosa?

Di: Dott.ssa Chiara ORSETTI

PIzza e patatine fritte

Quali sono le cause che determinano la fame insaziabile e come fare a sconfiggerla.

Quante volte mi sento dire dai miei pazienti: "Dottoressa, io soffro di fame nervosa!" Eppure è vero: a quanti di noi capita, soprattutto alla sera, rientrati dal lavoro, di sentire che improvvisamente ci si apre lo stomaco e insorge una fame incontrollabile, esagerata, con una voglia di cibo particolarmente appetitoso al quale non riusciamo a resistere?

A questo punto assaliamo il cibo con voracità, rapidamente, senza neanche renderci conto di cosa e soprattutto di quanto stiamo mangiando. Mastichiamo in modo frenetico, come se triturare il cibo potesse servire a scaricare la tensione e in qualche modo tenerci occupati. Paradossalmente, questa bramosia nei confronti del cibo, sembra peggiorare nei soggetti che stanno seguendo una dieta restrittiva: l’idea di non poter mangiare li rende ancor più affamati. Inoltre la scelta del cibo è rivolta verso qualcosa che sia gratificante anche dal punto di vista sensoriale, quindi gustosa, saporita e golosa; ritroviamo per un attimo la tranquillità, mettendo da parte amarezza e dispiaceri. Ecco che risulta inutile consigliare ad un paziente di tenere blindata la porta del frigorifero e di sfogare la fame nervosa con un gambo di sedano o una carota, perché non sarà sicuramente quello che cerca: il desiderio è rivolto ad una fetta di salame, un pezzo di pane e formaggio, un gelato, una pizza, un aperitivo alcolico che sposa il gusto dolce al piacere inebriante dell’alcol. Infatti l’essere umano da sempre, fin alle epoche primitive ricerca nel cibo le calorie per la sopravvivenza, e quindi trova una forte gratificazione quando trova nel cibo zuccheri, grassi e sale – cioè cibi energetici, gratificanti per il palato, ma soprattutto gratificanti a livello cerebrale. Sono alimenti che hanno la capacità di indurre assunzioni sempre maggiori degli stessi, a causa dello stimolo che sono in grado di esercitare sui centri di gratificazione del nostro cervello; si tratta degli stessi centri che vengono sollecitati da ogni tipo di droga, a partire da alcol e nicotina fino a eroina e cocaina. Ecco: una dipendenza bella e buona. Dipendenza che è stata controllabile nei secoli grazie alla scarsa disponibilità di cibo, per altro semplice e poco lavorato, ma che trova invece nei giorni nostri un ottimo alleato nel cibo prodotto industrialmente, ricco di zuccheri, aromatizzanti, coloranti, sale e grassi. Cibo accattivante a partire dalla proposta pubblicitaria, alla grafica delle confezioni e all’aspetto colorato, profumato ed invitante. Cibo goloso, ricco proprio di quelle sostanze che potenziano la nostra fame nervosa e la trasformano in una sorta di dipendenza.

Non possiamo più parlare di fame a questo punto: siamo oltre i bisogni concreti di cibarsi per sopravvivere, e persino per confortarci.

Dunque, come bisogna fare?

Innanzitutto bisogna iniziare ad avere consapevolezza di quale sia il cibo veramente gustoso e piacevole, senza cadere nell’imbroglio dell’offerta alimentare: prediligere prodotti grezzi, basici, meno trattati ed alterati; impariamo a leggere la lista degli ingredienti e scartiamo i prodotti che contengano zuccheri aggiunti, grassi di cattiva qualità e sale in eccesso. In questo modo avremo anche ridotto le escursioni della nostra glicemia, che se troppo ampie e repentine, stimolano maggiormente la fame reattiva e il malumore. Seconda cosa da fare è quella di evitare, durante la giornata, di restare a stomaco vuoto e con le riserve di zuccheri al limite: se ci impegniamo in una ricca e abbondante colazione ed evitiamo di saltare i pasti (quanti di noi saltano il pranzo, ad esempio?), sicuramente avremo eliminato un’altra alleata alla fame nervosa, e cioè la fame scatenata dai lunghi digiuni. Per ultima cosa, ricordiamoci che il cibo rappresenta un’immediata seppur momentanea soddisfazione, e quindi su di esso trasferiamo la consolazione delle nostre angosce, le sofferenze, l’ansia, l’aggressività e la rabbia. Cerchiamo gratificazione di problematiche lavorative, affettive e relazionali che invece dovremmo affrontare in modo più concreto. Se ci viene un attacco di fame incontrollabile, cerchiamo di riflettere prima di fiondarci in un vassoio di brioches: ho veramente fame, o invece è solo sete? Sono tanto stanco, e quindi mi farebbe bene semplicemente riposare, anche solo qualche minuto? Se sono molto nervoso o arrabbiato, perché non mi scarico con una bella corsa prima di cena? Perché sì, lo sport, praticato in base ai propri limiti e possibilità, è una vera medicina senza effetti collaterali e senza controindicazioni, ed è in grado di riportare in equilibrio le nostre emozioni e il nostro senso della fame.

Dott.ssa Chiara Orsetti - Nutrizionista a Vittorio Veneto e Conegliano
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