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HPV (condilomatosi) nella donna e nell'uomo: un nemico insidioso

Le infezioni da HPV possono degenerare in lesioni precancerose, pericolose sia per la donna che per l'uomo

Due giovani amanti che contemplano il panorama antistante
Il papilloma virus umano (HPV) si trasmette prevalentemente con l'attività sessuale, con un'incidenza piuttosto elevata in soggetti femminili e maschili tra i 20 e i 40 anni. Prevenzione e diagnosi precoce rivestono quindi un ruolo fondamentale. 


Cos'è l'HPV e perché temerlo 


L'HPV, o papilloma virus umano, è un virus a DNA appartenente alla famiglia dei Papillomavirus, responsabile di un'infezione piuttosto diffusa, talvolta evidente a livello intimo con verruche o condilomi che, nella maggior parte dei casi, si risolve spontaneamente. Ma se l'infezione persiste, nel 5-10% dei casi, si registra un elevato rischio di sviluppare lesioni pretumorali a livello di collo dell'utero, nella donna, e dell'ano, pene e distretto orofaringeo nell'uomo. In base alla potenzialità oncogenica, vengono riconosciuti due ceppi: HR (ad alto rischio) e LR (a basso rischio). Inoltre, sembra essere dimostrato un legame con i problemi di infertilità. L'infezione da HPV è la più comune infezione sessualmente trasmessa, non solo con rapporti sessuali completi: oltre l'80% dei soggetti sessualmente attivi si infetta nel corso della vita, spesso non sapendolo e rischiando, quindi, di diventare un pericoloso portatore. 


Come avviene la diagnosi 


Nelle donne, resta valido strumento diagnostico lo screening tramite PAP test, raccomandato per tutte le donne sessualmente attive. Oltre i 35 anni l'HPV test acquista specificità e può, quindi, essere usato come strumento primario di screening seguito dalla citologia (pap test) solo in caso di HPV test positivo. Per quanto riguarda gli uomini, sono da trattare e tipizzare (istologia e tipizzazione) tutti i condilomi evidenti e, in caso di infezione “sospetta” in quanto con partner con la malattia, propongo la penoscopia e la ricerca-tipizzazione HPV DNA (più eventuale anoscopia) ai soggetti con patologia genitale HPV-correlata (accertata o presunta). 


Strumenti di prevenzione


In Italia è presente il vaccino contro l'HPV, che previene il cancro al collo dell'utero, le lesioni precancerose e i condilomi. Dal 2017 è disponibile il vaccino 9-valente. L'efficacia del vaccino è stata provata a livello internazionale, come è stata confermata la protezione clinica continua nel tempo. La vaccinazione ha aperto nuove prospettive nell'ambito della prevenzione primaria, non solo in termini di salute dei cittadini, ma anche di riduzione della spesa sanitaria, quale quella della cura delle lesioni precancerose. Attualmente, infatti, i due vaccini a disposizione hanno già consentito di raggiungere importanti benefici clinici: riduzione della condilomatosi genitale, della prevalenza dei genotipi vaccinali, delle lesioni intraepiteliali cervicali. La messa a punto del vaccino 9-valente rappresenta un importante avanzamento nella prevenzione primaria della patologia HPV-correlata. 

La vaccinazione deve essere somministrata prima di entrare in contatto con il virus per avere la massima protezione possibile e idealmente far “estinguere” anche questa malattia. L'età ideale è tra i 9 e i 14 anni, e riguarda sia femmine che maschi. In soggetti selezionati il vaccino può essere valido strumento per combattere le recidive, in questi casi si deve ottenere il “consenso informato del paziente”. 

 
 
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